Gen 172019
 

Relazione uscita

Ci troviamo alle 9:00 a Levigliani con i ragazzi del GSAV, Barbara e io e, dopo una “colazione da montanari” e l’ennesimo caffè, ci dirigiamo verso il 19°. Poco dopo essere entrati giungono notizie riguardanti una serie di imprevisti da parte del secondo gruppo che sarebbe dovuto entrare poco dopo.

Arrivati al vecchio Campo Base dei piemontesi ci dividiamo.
Alessio e Linda prendono la diramazione in basso a sinistra dal vecchio campo che va verso l’ingresso del Cacciatore, con Antonio e Cristian che seguono facendo il rilievo. Scendono di una ventina di metri di quota, trovando una strettoia dove perdono qualche minuto per migliorare il passaggio, giungono poi su un bivio dove dalla diramazione sinistra ritornano verso il nodo OM mentre a destra proseguono lungo la forra principale.

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Set 272018
 

di Mario Cecchi

Dal Saragato a Mani Pulite passando per il Gigi Squisio.

Pozzo dell’Ovo

Vabbè, si sapeva perché ce l’ha scritto sopra, ma ora si sa perché ci siamo andati.

Tutti.

Viene lungo dire tutte le cose che stanno sotto, sopra e tutto intorno a questa giunzione tra Mani Pulite e Gigi Squisio che è già collegato con il Saragato. Le ultime dall’estate sono che a Mani Pulite si torna a vedere in cima alle risalite del “ramo senza imbraco” (…tutto il controsenso che sembra…).

Per arrivarci si segue l’aria, tanta.  Ma in testa alle risalite inverte: c’è meandro con aria in faccia, tanta.

Perciò è possibile scegliere: prendere dietro all’aria (tanta, tanta)  verso lo Squisio che è lì sopra, oppure andare a vedere il meandro da dove arriva una parte del flusso.

Esattamente come venti anni fa, quando la caccia era alla giunzione tra Saragato-Aria Ghiaccia, l’inversione viene ignorata e si preferisce seguire la gran forra verso il basso. E’ estate… vuol dire che scendiamo verso un ingresso alto…

Traverso sul 180

Però siccome, come diceva il “buon” Adiodati – pazzi si, ma mica grulli -, durante il campo di Agosto viene fatto un tracciamento dell’aria con il mercaptano rilasciato a Mani Pulite. Se giunzione ha da essere la si vuole fare insieme a tutti!

Allo Squisio l’odore è nettissimo ma capire con esattezza da dove arrivi non è semplice.

Il resto è storia di questo fine settimana. E’ un dispiegamento di forze stupendo. Due gruppi: uno a Mani pulite e uno allo Squisio (entrando dallo Spluto).

Ci diamo un nuovo appuntamento con l’odorizzante. E’ per le 13,30.

A Mani Pulite sono puntuali e diffondono il mercaptano all’orario stabilito. Allo Squisio ci sono quattro gruppi sparpagliati su pozzi e finestre muniti di radio. Lo sentono alle 14,40.

Pozzo dell’Ovo

A mani Pulite, intanto, avanzano lungo un ramo senza alternative risalendo un venticinque e poi un sessanta, delicati. Finito il materiale, e non senza aver pensato di salire l’ultimo saltino di 5 metri in libera, decidono che ne hanno abbastanza ma soprattutto pensano di essere troppo alti rispetto al conosciuto dello Squisio e tornano mestamente al campo, che comunque non è proprio vicinissimo.

… E’ mezzanotte e un quarto.

Contemporaneamente allo Squisio viene risolto il nodo dell’aria che una volta ritrovata è veramente furibonda e soprattutto distintamente odorizzata. Il morale va alle stelle anche se la via risale,  il che significa allontanarsi.

Poi a un certo punto comincia la passeggiata in galleria fino a un saltino. Sarà 5 metri. Sotto c’è un ambiente grande, una sala e poi la testa di un pozzo e lì una corda, che è inconfondibile.

…E’ mezzanotte e quarantacinque.

A nome e in rappresentanza di tutti:

Mario Cecchi.

Ramo “Quello che torna indietro”

Tirolese

Tirolese

Ramo “Quello che torna indietro”

Ago 262018
 

Livorno 04/07/2018

Prot n° 22/LT/2018-U

Oggetto: BANDO DI CONCORSO per premi di Laurea “RODOLFO GIANNOTTI” 4° edizione anno 2018

La Federazione Speleologica Toscana bandisce un concorso per l’assegnazione del premio di laurea dedicato a “RODOLFO GIANNOTTI”. L’importo complessivo dei premi di laurea che saranno erogati ammonta ad euro 800,00. Possono presentare domanda di partecipazione al concorso i laureati presso tutte le Università del territorio nazionale in possesso di laurea di primo livello o magistrale di qualsiasi corso che abbiano svolto una tesi di laurea inerente la ricerca sul territorio carsico e/o ipogeo della regione Toscana e abbiano conseguito il titolo di studio dal 1 ottobre 2017 al 30 settembre 2018.

Il concorso si propone di incentivare la ricerca scientifica collegata al mondo ipogeo, contribuire alla protezione, valorizzazione e tutela del paesaggio carsico di superficie e delle grotte, favorire gli studi di prospezione idrogeologica e protezione delle risorse idriche del sottosuolo ipogeo (con particolare attenzione all’approvvigionamento idrico degli abitati) e sostenere gli studi sul patrimonio paleontologico, paletnologico e storico o inerenti il folklore.

È prevista l’assegnazione di 2 premi ripartiti in due categorie:

− Un premio di € 300,00, per il migliore candidato che abbia conseguito la Laurea di Primo Livello;

− Un premio di € 500,00, per il migliore candidato che abbia conseguito la Laurea Magistrale (sia in unico che doppio ciclo).

Il premio in denaro, si intende al lordo degli adempimenti di legge, che gravano sul beneficiario.

In aggiunta al premio in denaro ciascun vincitore avrà la possibilità di partecipare gratuitamente ad un corso di speleologia organizzato entro l’anno successivo da uno dei gruppi federati FST.

Nello spirito di valorizzare la crescita professionale ed umana dei candidati, il premio sarà assegnato a laureati e laureate che abbiamo dimostrato qualità di innovazione nella tesi di laurea ed eccellenza nel percorso di studi compiuto.

Il concorso è indetto dalla Federazione Speleologica Toscana (FST) che potrà avvalersi di una commissione di esperti del settore.

Il Presidente

Marco INNOCENZI

E’ possibile scaricare il bando ed il regolamento completi a questo link

 

 

Giu 302018
 

Relazione uscita

Breve relazione dell’uscita di sabato e domenica al Fighiera – zona Asino.

Entrati come solito intorno a mezzogiorno, abbastanza carichi. Arrivati in galleria deviamo per Nodo dell’OM, per verificare una strada alternativa, ma ci rendiamo poi conto che servono più corde del previsto e quindi ritorniamo sulla vecchia strada. Decidiamo di andare tutti prima al campo per recuperare materiali e poi dividersi. Al campo mangiamo e risistemiamo meglio i teli. Mettiamo anche un foglio di plastica a raccogliere acqua da uno stillicidio.

Marc, Giulio e Roberto vanno a Minosse, dove vengono raggiunti da Marco e Antonio entrati dal Becco nel pomeriggio. Davide, Salvatore e io andiamo invece al Quadrivio, dalla galleria che si affaccia nell’Asino e che si raggiunge dal basso con facile arrampicatina.

Al Minosse rivedono bene le varie condottine e scendono il pozzo/frattura. Molta aria ma non facile da seguire. Al quadrivio prendiamo a destra (galleria di sinistra provenendo dall’OM) e scopriamo che quella che nel vecchio rilievo è segnata come una piccola stanza è invece una zona complessa di gallerie e sfondamenti. Percorsi una cinquantina di m, arriviamo in una saletta con sigla GSP 1984. A dritto un passaggio in frana porta ad un sifoncino di fango. A sinistra una saletta presenta un breve cunicolo. A destra invece si scende in passaggi angusti con corrente d’aria sino ad un passaggio stretto. Qui, dopo un mio tentativo, prova Salva che riesce a scendere sino ad una forra stretta e pulita. Qualche pietrone instabile però ci consiglia di non insistere, anche perché abbiamo la sensazione di essere prossimi alla zona del campo (da verificare con rilievo). Troviamo anche una saletta superiore e qualche condottina che ributta sulla galleria precedente. Tracce di passaggio, ma non dappertutto.

Tornati al Quadrivio risaliamo sin sotto i pozzi dell’OM e rileviamo poi tornando sino all’Asino. Alle 22.30 siamo tutti al campo, cena, sistemazioni varie e poi a dormire: tre in tenda, 3 con amache e due sul pavimento. Il luogo è asciutto (a parte dove era stato lasciato il materiale la volta precedente) e non ventoso. Si sta bene. Il “laghetto” artificiale si riempie velocemente.

Domenica mattina di nuovo divisi in due squadre. Marc, Antonio e Marco tornano al Minosse, anche perché devono uscire prima. Il resto imbocca la galleria bassa a sinistra subito dopo il campo. Dopo qualche passaggio stretto (da cui dovrebbe iniziare il ramo Finis Africae) si arriva su un ambiente più grande e poco dopo la galleria è tagliata da un pozzo con discreta acqua. Scesi lateralmente attraverso passaggi stretti, si arriva su un terrazzo: a sinistra laminatoio con aria da rivedere (tracce di passaggio) a destra invece pozzo grande sui 10 m, con spit e molta aria ascendente, che poi sceso si affaccia su pozzo molto grande e profondo. Continuando in galleria dopo un centinaio di metri ci si affaccia su altro grande pozzo, prob. Ramo G, che scende a -575 e sicuramente da rivedere bene. Traversando a sinistra invece si risale un meandro con molta aria in faccia, che presenta vari sfondamenti, tutti da rivedere. Mentre Salva scende un pozzetto da 10, con sotto un altro pozzo, Roberto arrampica in alto e s’infila in zone apparentemente nuove. Qui ci sono salette e passaggi bassi sospesi su sfondamenti con molta acqua che gocciola da frane sul soffitto. Rimangono da scendere diversi pozzi e fare un pendolo dove il meandro sembra proseguire. Zona da rivedere meglio (abbiamo lasciato armato due saltini). Rientrati al campo nel primo pomeriggio recuperiamo le nostre cose e usciamo senza fretta.

Su Minosse possono relazionare meglio altri. Quando avremo steso i rilievi (in totale sui 500 m) potremo capire meglio la situazione. Va rifatto il rilievo dal campo a pozzo Ramo “G”

Per quanto mi riguarda concentrerei le prossime uscite sul Ramo “G”. L’aria che arriva dal meandro e dalle frane s’infila infatti giù per il pozzo finale e sembra ritornare su dal pozzo intermedio. Secondo me là sotto ci potrebbero essere zone interessanti e forse un piano di gallerie. Quindi bisogna tornare con l’idea d’intercettare finestre sui pozzi. Direi una altra bella uscita, gruppo vario e motivato, insomma una bella “speleologia”…

Partecipanti: Giulio Dalla Croce, Antonio Di Beo, Marc Faverjon, Salvatore Iannelli, Marco Menchise, Leonardo Piccini, Roberto Tronconi e Davide Viola.

Leo Piccini – Progetto ORCO

Verso Il Quadrivio, Fighiera (foto S. Iannelli)

Giu 052018
 

Per altri 50 anni a disegnare con i colori del buio

 

Passati un po’ di giorni dal weekend di festeggiamenti per i primi 50 anni della nostra federazione, è forse giunto il momento di tirare le somme di questa avventura… Eh già… Un`avventura nata per caso per aver risposto ad una mail del CF che chiedeva volontari per organizzare qualcosa per i 50 anni di storia della FST…

“Qualcosa? Ma cosa? I tempi stringono…L’anniversario cade nel 2017 e il 2017 è agli sgoccioli… ma si sa… i tempi speleo son tempi speleo…”

E così tra mille domande e poche certezze ci siamo ritrovati una prima timida volta, poi una seconda e via cosi`… tra una pizza e una checklist siamo arrivati a sabato 19…

All’ombra del monte Forato sono arrivati amici toscani e non solo. 185 persone hanno riempito le strade del paesino di Cardoso e tra colori e sorrisi hanno reso unico questo weekend di speleologia…

C’e` stato il tempo di rivivere un po’ di storia, di scoprire nuovi progetti, di confrontarsi e di stare insieme, che fosse ricordando il tempo che fu o brindandoci sopra con un buon bicchiere di vino… Perche` come ha detto qualcuno gli speleo son cosi`, si lamentano, litigano, si fanno gli screzi gli uni con gli altri, ma quando si ritrovano… si ritrovano… e i sorrisi sono quasi superiori ai litri di vino!!!

Grazie a tutti!!

Il Comitato Organizzatore

 

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