Giu 302018
 

Breve relazione dell’uscita di sabato e domenica al Fighiera – zona Asino.

Partecipanti: Giulio e Davide da Livorno, Salvatore da Siena, Roberto da Grosseto, Antonio e Marco da Lucca, poi Marc e il sottoscritto.

Entrati come solito intorno a mezzogiorno, abbastanza carichi. Arrivati in galleria deviamo per Nodo dell’OM, per verificare una strada alternativa, ma ci rendiamo poi conto che servono più corde del previsto e quindi ritorniamo sulla vecchia strada. Decidiamo di andare tutti prima al campo per recuperare materiali e poi dividersi. Al campo mangiamo e risistemiamo meglio i teli. Mettiamo anche un foglio di plastica a raccogliere acqua da uno stillicidio.

Marc, Giulio e Roberto vanno a Minosse, dove vengono raggiunti da Marco e Antonio entrati dal Becco nel pomeriggio. Davide, Salva e io andiamo invece al Quadrivio, dalla galleria che si affaccia nell’Asino e che si raggiunge dal basso con facile arrampicatina.

Al Minosse rivedono bene le varie condottine e scendono il pozzo/frattura. Molta aria ma non facile da seguire. Al quadrivio prendiamo a destra (galleria di sinistra provenendo dall’OM) e scopriamo che quella che nel vecchio rilievo è segnata come una piccola stanza è invece una zona complessa di gallerie e sfondamenti. Percorsi una cinquantina di m, arriviamo in una saletta con sigla GSP 1984. A dritto un passaggio in frana porta ad un sifoncino di fango. A sinistra una saletta presenta un breve cunicolo. A destra invece si scende in passaggi angusti con corrente d’aria sino ad un passaggio stretto. Qui, dopo un mio tentativo, prova Salva che riesce a scendere sino ad una forra stretta e pulita. Qualche pietrone instabile però ci consiglia di non insistere, anche perché abbiamo la sensazione di essere prossimi alla zona del campo (da verificare con rilievo). Troviamo anche una saletta superiore e qualche condottina che ributta sulla galleria precedente. Tracce di passaggio, ma non dappertutto.

Tornati al Quadrivio risaliamo sin sotto i pozzi dell’OM e rileviamo poi tornando sino all’Asino. Alle 22.30 siamo tutti al campo, cena, sistemazioni varie e poi a dormire: tre in tenda, 3 con amache e due sul pavimento. Il luogo è asciutto (a parte dove era stato lasciato il materiale la volta precedente) e non ventoso. Si sta bene. Il “laghetto” artificiale si riempie velocemente.

Domenica mattina di nuovo divisi in due squadre. Marc, Antonio e Marco tornano al Minosse, anche perché devono uscire prima. Il resto imbocca la galleria bassa a sinistra subito dopo il campo. Dopo qualche passaggio stretto (da cui dovrebbe iniziare il ramo Finis Africae) si arriva su un ambiente più grande e poco dopo la galleria è tagliata da un pozzo con discreta acqua. Scesi lateralmente attraverso passaggi stretti, si arriva su un terrazzo: a sinistra laminatoio con aria da rivedere (tracce di passaggio) a destra invece pozzo grande sui 10 m, con spit e molta aria ascendente, che poi sceso si affaccia su pozzo molto grande e profondo. Continuando in galleria dopo un centinaio di metri ci si affaccia su altro grande pozzo, prob. Ramo G, che scende a -575 e sicuramente da rivedere bene. Traversando a sinistra invece si risale un meandro con molta aria in faccia, che presenta vari sfondamenti, tutti da rivedere. Mentre Salva scende un pozzetto da 10, con sotto un altro pozzo, Roberto arrampica in alto e s’infila in zone apparentemente nuove. Qui ci sono salette e passaggi bassi sospesi su sfondamenti con molta acqua che gocciola da frane sul soffitto. Rimangono da scendere diversi pozzi e fare un pendolo dove il meandro sembra proseguire. Zona da rivedere meglio (abbiamo lasciato armato due saltini). Rientrati al campo nel primo pomeriggio recuperiamo le nostre cose e usciamo senza fretta.

Su Minosse possono relazionare meglio altri. Quando avremo steso i rilievi (in totale sui 500 m) potremo capire meglio la situazione. Va rifatto il rilievo dal campo a pozzo Ramo “G”

Per quanto mi riguarda concentrerei le prossime uscite sul Ramo “G”. L’aria che arriva dal meandro e dalle frane s’infila infatti giù per il pozzo finale e sembra ritornare su dal pozzo intermedio. Secondo me là sotto ci potrebbero essere zone interessanti e forse un piano di gallerie. Quindi bisogna tornare con l’idea d’intercettare finestre sui pozzi. Direi una altra bella uscita, gruppo vario e motivato, insomma una bella “speleologia”…

Orcosaluti a tutti

Leo Piccini

Verso Il Quadrivio, Fighiera (foto S. Iannelli)

 

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