Mar 222022
 

“Il Consiglio direttivo licenzia il Piano integrato del Parco”

(Fonte: sito parco Apuane, leggi l’articolo originale)

Si chiude la prima fase del lungo iter del Piano integrato del Parco Il Presidente Putamorsi: “abbiamo fatto un buon lavoro. È un Piano equilibrato che tiene conto delle esigenze complessive dei territori”

Si è conclusa la prima lunga fase del nuovo Piano integrato del Parco delle Alpi Apuane: nella riunione di martedì 15 marzo il Consiglio Direttivo del Parco ha approvato definitivamente il progetto che verrà inviato ufficialmente alla Regione Toscana per l’adozione. La bozza del Piano era stata votata una prima volta dal Consiglio direttivo nella seduta del 29 novembre scorso e poi inviata formalmente dal R.U.P. (responsabile unico del procedimento) al Comitato Scientifico del Parco e alla Comunità di Parco, deputati ad esprimere entrambi pareri obbligatori ma non vincolanti.

“È stato un percorso lungo e impegnativo – afferma il Presidente del Parco Alberto Putamorsi e responsabile unico del procedimento – ringrazio i tecnici che hanno collaborato e gli uffici del Parco. Un ringraziamento particolare il Consiglio direttivo perché, alla fine, non solo possiamo dire di aver fatto un buon lavoro, ma anche di aver licenziato un atto storico perché affronta, per la prima volta, anche la parte socio-economica e l’annosa questione delle aree estrattive. E le difficoltà che si incontrano quando si interviene sulle aree estrattive sono note, anche se – ribadisce Putamorsi – il quanto si scava è stabilito dalla Regione comune per comune e al Parco rimaneva solo la scelta di definire dove. È, questo, un dato di fatto previsto da tutte le disposizioni di legge e stupisce che illustri scienziati o nobili ambientalisti non lo sappiano o non vogliano considerarlo. La Regione consente ai comuni – specifica Putamorsi – un quantitativo in metri cubi da scavare e il Parco su questo NON può farci nulla, ma, cosa che è stato fatto con il Piano e per la prima volta, può vietare che l’escavazione avvenga laddove provoca maggior impatto ambientale”.

La filosofia del Piano“Ci ha guidato lo Statuto – riferisce Putamorsi in qualità di R.U.P. – secondo lo statuto l’Ente Parco persegue il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali; la tutela dei valori naturalistici, paesaggistici ed ambientali; il restauro dell’ambiente naturale e storico; il recupero degli assetti alterati in funzione del loro uso sociale; la realizzazione di un equilibrato rapporto tra attività economiche ed ecosistemi. Per farlo – spiega – abbiamo ricercato fin da subito il confronto continuo con i rappresentanti dei territori votati dai cittadini e legittimati a rappresentarli. Al contempo siamo partiti da alcune irrinunciabili priorità. La prima è stata quella di definire uno studio capillare e puntuale delle interconnessioni esistenti tra l’escavazione e la falda acquifera sotto le Alpi Apuane per la massima tutela della falda sotto le Apuane, che rappresenta la riserva più ampia di acqua dolce dell’Italia centrale. La seconda priorità è stata razionalizzare le attività estrattive secondo il principio di preferire la qualità alla quantità: meno escavazione ma di maggiore qualità e stop alle attività di maggior impatto ambientale, affrontando questioni storiche di cave problematiche come la Focolaccia e le cave sotto il Pizzo d’Uccello”.

Nei prossimi giorni il R.U.P. invierà la proposta alla Regione che dovrà adottare il Piano. L’iter è lo stesso di un piano urbanistico: dopo l’adozione il Piano verrà pubblicato, si aprirà la fase delle osservazioni che saranno controdedotte e, alla fine, è prevista la definitiva approvazione da parte del Consiglio Regionale.

Lara Vené

Gen 232022
 

La commissione editoriale sta lavorando alacremente e mentre il numero 57 di Talp sta per venire alla luce già sta prendendo forma il numero 58. Se avete articoli, storie, resoconti, o altre informazioni da pubblicare inviatele alla redazione

Copertina di Talp 57

Specifiche per l’invio di materiale da pubblicare su TALP

FIGURE E FOTO

È spesso capitato di dover lavorare con foto a risoluzione troppo bassa; questo ha comportato in alcuni casi il riadattamento, ed in altri l’inevitabile eliminazione. Mandare foto inadeguate comporta un aspetto peggiore per la pubblicazione e, di conseguenza, un aspetto peggiore dell’articolo che vorreste condividere con gli altri. Seguendo alcune piccole regole questo può essere facilmente evitato.

Quando una foto viene pubblicata a centro pagina le sue dimensioni sono circa 14 cm x 10 cm, che a 300 DPI (la qualità minima di stampa richiesta) fa 1654 x 1181 pixel. Questo significa che se volete essere sicuri della qualità, queste sono le misure minime a cui attenersi. Se la foto è un pò più piccola non è un problema, ma diminuendo la dimensione scende anche la qualità e quindi saremo costretti a ridurre la misura dell’immagine pubblicata o, nel caso sia veramente piccola, a non pubblicarla affatto. Le foto vanno mandate in formato TIFF oppure JPG, preferibilmente a bassa compressione; niente GIF, PNG o altri formati, né tanto meno come parte di documenti PDF e peggio ancora WORD.

Se volete che le foto vengano inserite esattamente dove le avete predisposte voi nell’articolo e con il relativo commento, sarebbe opportuno allegare uno schema di come le vorreste o magari l’articolo montato in PDF o WORD, in modo che in fase di creazione del numero venga rispettata la disposizione originariamente pensata per l’articolo.

TESTI

I testi vanno consegnati come documento di testo: Rich Text Format (.rtf), OpenOffice o Word (.doc), senza particolari marginature o impaginazioni di sorta, senza foto ed immagini inserite.

Sono invece necessari:

  • titolo
  • eventuale sottotitolo
  • nome e cognome dell’autore del testo
  • eventuale autore delle foto, se è unico per tutte le foto-Gruppo/ente/associazione di appartenenza.

Facoltativa, ma gradita, eventuale bibliografia.

Il testo può essere diviso in capitoli.

ALCUNE NORME E REGOLE DI SCRITTURA:

unità di misura: sono simboli, non sono abbreviazioni, quindi non necessitano del punto. Sono definite da internazionali e quindi: metro si scrive m e non mt o peggio mt.;

• la punteggiatura è sempre seguita da uno (uno solo, ma almeno uno) spazio, mai preceduta da uno spazio;

• gli spazi fra le parole sono necessari ma sono sempre uno solo. Non possono essere usati per aggiustare la lunghezza della frase;

• le iniziali maiuscole accentate (ma anche le minuscole) si fanno con l’apposito carattere, mai con la lettera normale e l’apostrofo, eventualmente basta inserire la corrispondente minuscola dopo il punto e il correttore farà il resto (esempio: E’, e’ errato, È, è corretto);

• la punteggiatura esclamativa o interrogativa va inserita una volta sola, anche se siete emozionati, per cui mai !!!! né ??? o !?!?;

• i puntini di sospensione sono tre per regola, evitate di metterne di più.

RILIEVI E CARTE

I rilievi e la cartografia devono essere inviati nei formati JPG o TIFF nelle dimensioni reali di stampa, quindi con disegno e caratteri leggibili adatti ai vari formati:

– rilievo/cartografia a doppia pagina: misure cm 30 x 19;

– rilievo/cartografia a una pagina: misure cm 14 x 19;

– rilievo/cartografia a mezza pagina: misure cm 14 x 12;

– rilievo/cartografia a ¼ di pagina: misure cm 7 x 9.

Nel rilievo deve essere riportato: il dislivello dall’ingresso al fondo, numero di catasto, sigla della provincia e nome della grotta, data, autori dei rilievi, gruppi speleologici. In una tabella a parte possono essere inseriti gli altri dati: comune, località, area carsica, quota d’ingresso, coordinate chilometriche Gauss Est – Nord, dati metrici di sviluppo della grotta, ecc. Sia i rilievi che le cartine (geografiche, geologiche, ecc…) devono avere riportata la scala grafica.

Sostenendo la Federazione Speleologica Toscana con un contributo di 10€ sarà possibile ricevere a casa due numeri di Talp, é possibile effettuare il versamento in due modi:

  • Versare un contributo 10,00 euro sul c.c.p. n. 10770501
  • Effettuare un bonifico bancario su IBAN: IT83 T076 0102 8000 0001 0770 501 intestato a: FEDERAZIONE SPELEOLOGICA TOSCANA c/o Museo di Storia naturale del Mediterraneo Via Roma 234, 57127 Livorno

NOTA BENE: è possibile versare contributi maggiori, daranno diritto a ricevere 2 numeri ogni 10€.In ogni caso si prega di inviare a talp@speleotoscana.it copia del versamento effettuato e il nominativo/i e l’indirizzo/i a cui devono essere spediti i numeri di TALP.E’ possibile ricevere tutti i numeri di TALP fino al 53 in blocco a fronte di un contributo di 60 EUR. Attenzione: i numeri 1,2,9 e 19 sono esauriti.

Nov 262021
 

Ieri sera si è tenuta, presso la sede del Cai di Massa, la riunione periodica della commissione scientifica FST per fare il punto della situazione sulle attività passate, in corso e future.

Commissione scientifica FST, foto R. Doja

Sono stati vari i temi affrontati, tra i quali le ultime colorazioni effettuate (Corchia e Olivifer) con la decisione di ripetere quella di Olivifer ad inizio anno e la proposta di effettuarne una nuova esterna al Corchia, è stato proposto anche di iniziare ad organizzare per effettuare una ulteriore colorazione all’Abisso Tripitaka.

È inoltre intenzione della commissione, alla luce degli ottimi riscontri avuti con il corso sui tracciamenti, continuare a coinvolgere i partecipanti al corso nelle future attività, è già allo studio un nuovo corso da organizzare nel 2022, insieme ad altri progetti che sicuramente daranno grandi soddisfazioni.

Ottimo lavoro, avanti così!

Ott 242021
 

Nello scorso mese di Giugno il consiglio direttivo del Parco delle Alpi apuane ha approvato un protocollo di intesa con la Federazione Speleologica Toscana per rendere ufficiale un rapporto di collaborazione già esistente da tempo in merito a monitoraggio ambientale delle criticità carsiche con particolare attenzione a quelle insistenti nelle aree estrattive o nelle immediate vicinanze.

Foto Google

Questo protocollo, esempio unico o quasi in italia nel suo genere, riconosce alla FST il doveroso ruolo di primo piano per quanto concerne le problematiche ambientali di origine carsica ipogea, riconosce inoltre il considerevole valore del lavoro svolto dalla Speleologia Toscana negli anni, dalle ricerche, allo studio approfondito, dalle conoscenze tecniche e scientifiche all’impegno costante nella divulgazione di queste conoscenze alla raccolta e catalogazione di tutto il materiale nuovo e storico prodotto e raccolto, ma anche degli strumenti e delle risorse che sono state messe a disposizione in maniera sempre più libera e fruibile anche per non speleo quali ad esempio il catasto online, recentemente rinnovato e reso più completo, o l’archivio delle pubblicazioni di “Talp” anch’esso adesso liberamente disponibile online.

Il Comitato Federale non nasconde la grande soddisfazione per questo accordo, la cui importanza è dimostrata anche dai numerosi ed immediati attestati di apprezzamento che sono giunti da più parti con l’auspicio che possa in futuro essere preso ad esempio anche per altre realtà simili.


Adesso il lavoro diventa “importante”, vuoi per un rinnovato spirito di tutela ambientale che si percepisce
chiaramente anche e soprattutto in ambito istituzionale, vuoi per il fatto che le criticità stanno diventando tante e tali da rendere ormai impossibile continuare a far finta di nulla, adesso la Federazione è diventata interlocutore preferenziale, come giustamente il suo ruolo prevede, per quanto riguarda le aree di carsiche.
Sempre più spesso infatti la FST viene contattata per prendere parte a sopralluoghi e verifiche congiunte di possibili criticità in aree di cava, e lavoro ancora più impegnativo è quello di produrre relazioni tecniche che spesso poi vengono utilizzate dall’Ente come riferimento per eventuali provvedimenti nei confronti dei trasgressori.

Il CF si augura che con il contributo di tutti si riesca a ridurre tutte quelle problematiche che da troppo tempo affliggono l’ambiente in generale e le aree carsiche in particolare, ma soprattutto che si riesca a dare un segno tangibile della volontà di invertire la tendenza in merito alla questione della tutela ambientale.

Ott 032021
 

Si è concluso il corso di tracciamento in grotta organizzato dalla commissione scientifica FST ed omologato 2° livello SSI e aggiornamento ISS OTTO Toscana.

Foto di gruppo, corsisti relatori ed organizzatori

I giudizi dei partecipanti sono stati più che lusinghieri e questo è fonte di grande soddisfazione da parte di chi personalmente si è impegnato non poco per l’organizzazione e la buona riuscita di questo corso. Nel seguente link alcune foto del corso.

Foto

Alcuni dei numeri di questo corso:

  • 3 i giorni di lavoro tra venerdì sera sabato e domenica mattina.
  • 15 le ore complessive di lezioni teoriche
  • 4 ore di prova pratica in grotta
  • 21 i corsisti partecipanti di cui 3 da fuori Toscana
  • 7 i relatori che si sono alternati durante le lezioni
  • 3 i tipi di tracciante utilizzati nelle prove pratiche in grotta:
    • 20 grammi di Tinopal
    • 20 grammi di fluoresceina
    • 2 kg di cloruro di sodio
  • Non definito il numero di bottiglie di vino consumato durante i pasti (ma non solo)

Un risultato che rende merito all’ottimo lavoro che sta svolgendo la commissione scientifica.

Al prossimo corso!💪