{"id":1168,"date":"2014-07-29T10:15:23","date_gmt":"2014-07-29T08:15:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/?p=1168"},"modified":"2014-09-08T16:06:27","modified_gmt":"2014-09-08T14:06:27","slug":"talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/talp-online\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/","title":{"rendered":"TALP 48 Giugno 2014,\u201cGrotta dolce Grotta\u201d: l\u2019utilizzo delle grotte come sito riproduttivo"},"content":{"rendered":"<p>Redazione della pagina online di Talp<\/p>\n<p>Lunghi Enrico (Dipartimento di Biologia, Universit\u00e0 degli Studi di Firenze, Unione Speleologica Calenzano, Naturaloasis) scrive un interessante articolo dove spiega come durante i suoi studi condotti tra il 2012 ed il 2014 abbia potuto notare come alcune specie animali che normalmente vengono considerate come \u201cvisitatori casuali\u201d dell&#8217;ambiente grotta, ricerchino invece attivamente gli ambienti<br \/>\nsotterranei, addirittura come luogo per la loro riproduzione, a testimonianza che il loro legame con gli ambienti ipogei \u00e8 molto pi\u00f9 che qualcosa di superficiale e casuale (potete leggere l&#8217;articolo nella sua interezza sul TALP 48, pp 48-55).<\/p>\n<p>In questo approfondimento vi diamo notizia di un interessante progetto che lo stesso autore dell&#8217;articolo sta portando avanti:<em><strong>&#8220;Progetto (geo)Salamandra&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/locandina2.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1174 alignleft\" title=\"locandina\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/locandina2-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/locandina2-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/locandina2.jpeg 1631w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">\u00a0di Enrico Lunghi<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">Il 2014 \u00e8 stato nominato come \u201canno della salamandra\u201d e non c&#8217;\u00e8 scusa migliore per organizzare una ricerca sul nostro amato geotritone! Innanzi tutto mi presento: il mio nome \u00e8 Enrico, ed oltre ad essere un membro dell&#8217;Unione Speleologica Calenzano, sono un laureando in Conservazione e Gestione della Natura presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Firenze. Mi sto occupando di biospeleologia e, pi\u00f9 in particolare, di geotritoni da ormai 2 anni. Il<strong> progetto (geo)salamandra<\/strong>, organizzato tramite l&#8217;associazione Naturaloasis e patrocinato sia dalla <strong>Societas Herpetologica Italica<\/strong> che dalla <strong>Federazione Speleologica Toscana<\/strong>, ha come obiettivo quello di studiare la distribuzione dell&#8217;<em>Hydromantes italicus<\/em> e di <em>H. ambrosii<\/em> (comunemente chiamati geotritone italiano e geotritone d&#8217;ambrosii) all&#8217;interno del loro areale Toscano. <!--more-->Questo studio, oltre ad avere una valenza scientifica, andr\u00e0 a contribuire alla realizzazione del nuovo Atlante degli Anfibi e dei Rettili d&#8217;Italia prodotto dalla Societas Herpetologica Italica (S.H.I.).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\"><strong>Il geotritone<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_1182\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-13.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1182\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1182\" title=\"Figura 1\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-13-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-13-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-13.jpg 622w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1182\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 1. Geotritone femmina, foto di E. Lunghi.<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">Il geotritone (Fig. 1)\u00e8 un particolare anfibio che ritroviamo frequentemente all&#8217;interno delle nostre grotte. La forma \u00e8 quella tipica di una salamandra, ma le sue dimensioni non superano i 12 cm di lunghezza. \u00c8 caratterizzato dall&#8217;avere 5 dita nelle zampe posteriori e 4 in quelle anteriori. La colorazione ventrale \u00e8 vermicolata di bianco e nero, mentre la colorazione dorsale \u00e8 pi\u00f9 variabile: alternate a parti pi\u00f9 scure, i geotritoni hanno colorazioni tendenti al rosso, al giallo o addirittura al verde (frequente nelle zone in cui le due specie ibridano). Talvolta si trovano individui il cui dorso \u00e8 completamente colorato senza nessuna presenza di macchie scure: questa \u00e8 la colorazione di tipo \u201cgormani\u201d (Fig. 2).<\/p>\n<div id=\"attachment_1179\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-2.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1179\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1179\" title=\"Figura 2\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-2-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-2-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-2.jpg 622w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1179\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 2. Geotritone con colorazione \u201cgormani\u201d, foto di E. Lunghi.<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">Distinguere i maschi dalle femmine \u00e8 molto semplice: i maschi sono caratterizzati da dei grossi denti sporgenti (Fig. 3) e da una \u201cghiandola mentoniera\u201d posizionata sotto la gola. Le due specie sono molto simili e principalmente la loro distinzione viene fatta in base all&#8217;areale di distribuzione.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\">\n<div id=\"attachment_1180\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-3.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1180\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1180 \" title=\"Figura 3\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-3-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/talp-48-giugno-2014grotta-dolce-grotta-lutilizzo-delle-grotte-come-sito-riproduttivo\/minitature\/Figura-3.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1180\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 3. Maschio di geotritone, foto di E. Lunghi.<\/p><\/div>\n<dl id=\"attachment_1176\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><\/dt>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\"><strong>Note ecologiche<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">Molte delle popolazioni di geotritone passano gran parte del loro tempo all&#8217;interno delle grotte, luoghi in cui trovano un microclima fresco ed umido adatto alle loro particolari esigenze. Una delle peculiarit\u00e0 di questi animali riguarda la loro respirazione: essendo privi di polmoni, gli scambi gassosi avvengono quasi esclusivamente a livello cutaneo. Per questo motivo \u00e8 molto importante non toccare mai i geotritoni (e gli anfibi in generale) senza l&#8217;ausilio di un guanto: si rischia di disidratarli troppo e di compromettere la loro attivit\u00e0 respiratoria.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\"><strong>Il progetto<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">Il progetto riguarda la segnalazione della presenza o dell&#8217;assenza dei geotritoni all&#8217;interno delle cavit\u00e0 esplorate (n.b. anche l&#8217;assenza \u00e8 un dato importante!). Quello che viene richiesto \u00e8 la compilazione di una semplicissima scheda da inviare per la raccolta dei dati e per la loro successiva elaborazione. Le voci riportate nella scheda riguardano: nome e provincia della grotta esplorata, la data, l&#8217;ora di entrata e di uscita dalla grotta, il numero di persone che hanno effettuato l&#8217;esplorazione ed una stima, sia del numero totale di geotritoni avvistati, che della distanza maggiore in cui sono stati trovati. Per distanza viene intesa la profondit\u00e0, espressa in metri, dall&#8217;ingresso della grotta fino al punto in cui \u00e8 stato avvistato l&#8217;ultimo geotritone: \u00e8 indifferente se lo sviluppo \u00e8 in orizzontale o in verticale. In aggiunta, potrete inserire tutte le note che vi sembrano possano essere utili (ad esempio la tipologia della grotta, altri animali avvistati, ecc&#8230;): pi\u00f9 informazioni inviate pi\u00f9 completa sar\u00e0 la vostra segnalazione. Una delle aggiunte particolarmente gradite alle segnalazioni, sono le fotografie: se ne avete l&#8217;opportunit\u00e0, scattate una foto al geotritone e allegatela alla scheda, cos\u00ec da implementare notevolmente il vostro contributo nel riconoscimento.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">La durata dell&#8217;attivit\u00e0 di monitoraggio sar\u00e0 di almeno due anni, in modo da ottenere pi\u00f9 dati possibili sulle popolazioni toscane di geotritoni. I dati ottenuti, oltre a contribuire alla compilazione dell&#8217;atlante dell&#8217;S.H.I., verranno utilizzati per una pubblicazione scientifica, per la quale il contributo di tutti gli speleo toscani risulter\u00e0 fondamentale!<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">Perch\u00e9 questo progetto \u00e8 importante? I geotritoni sono delle specie molto delicate ed alcune di esse sono gi\u00e0 state considerate potenzialmente a rischio d&#8217;estinzione dall&#8217;I.U.C.N. (International Union for Conservation of Nature). Definire lo stato delle popolazioni, la distribuzione ed il loro numero, sono tutte informazioni utili per contribuire a salvaguardare queste specie che risiedono esclusivamente nel nostro paese. Se non siamo noi i primi ad essere orgogliosi ed interessati a voler tutelare una specie caratteristica del nostro paese, chi dovrebbe farlo?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\"><strong>Come partecipare<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">Sul sito della F:S.T. trovate un&#8217;apposita sezione da cui poter scaricare la scheda da compilare e in cui \u00e8 presente l&#8217;indirizzo di posta elettronica a cui inviarla. Vi invito a partecipare fin da subito senza indugi: prima iniziamo, pi\u00f9 dati raccogliamo, pi\u00f9 bello ed efficace sar\u00e0 il risultato ottenuto. A questo punto non mi resta che augurarvi di fare delle buone esplorazioni, ricordandovi che il vostro contributo, seppur minimo, sar\u00e0 di estrema importanza per tutelare e salvaguardare il nostro piccolo compagno di avventure. Buon lavoro!<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"line-height: 150%;\">Chi fosse interessato a\u00a0 ricevere Talp, rivista della Federazione Speleologica Toscana, pu\u00f2 visitarne il sito\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\">www.speleotoscana.it<\/a>\u00a0 dove trover\u00e0 tutte le indicazioni per abbonarsi o ricevere specifiche edizioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Redazione della pagina online di Talp Lunghi Enrico (Dipartimento di Biologia, Universit\u00e0 degli Studi di Firenze, Unione Speleologica Calenzano, Naturaloasis) scrive un interessante articolo dove spiega come durante i suoi studi condotti tra il 2012 ed il 2014 abbia potuto notare come alcune specie animali che normalmente vengono considerate come \u201cvisitatori casuali\u201d dell&#8217;ambiente grotta, ricerchino [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1168"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1168"}],"version-history":[{"count":17,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1168\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1230,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1168\/revisions\/1230"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}