{"id":1333,"date":"2015-02-04T18:43:14","date_gmt":"2015-02-04T16:43:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/?p=1333"},"modified":"2015-02-04T18:43:14","modified_gmt":"2015-02-04T16:43:14","slug":"vagli-sopra-erano-giorni-grandi-in-memoria-di-rosa-e-trombino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/correva-l-anno\/vagli-sopra-erano-giorni-grandi-in-memoria-di-rosa-e-trombino\/","title":{"rendered":"Vagli Sopra, erano giorni grandi: in memoria di Rosa e Trombino"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0 <em>Max Goldoni \u201cIl Massimo di Modena\u201d<\/em><strong><\/strong><\/p>\n<p>Tornare a parlare del \u201cTrombino\u201d non \u00e8 semplice, perch\u00e9 Trombino \u00e8 stato un luogo, un tempo, sono state persone, \u00e8 stata un po\u2019 geografia e molto immaginario. Insomma, per\u00a0 Trombino si intendeva un bar pizzeria, con annesse abitazione e camere, aperto per decenni nella \u201cpiazza\u201d di Vagli Sopra, frazione di Vagli Sotto in provincia di Lucca e a ridosso della Valle d\u2019Arnetola, profonda incisione tra il Monte Tambura e la catena Fiocca-Croce-Pallerina delle Alpi Apuane. Un bar come tanti in un paese come tanti, se non fosse che per quasi quindici anni fu riferimento, alloggio, casa e famiglia di decine di speleologi che andavano su e dentro le montagne,<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/vagli-sopra-erano-giorni-grandi-in-memoria-di-rosa-e-trombino\/minitature\/P1090724.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1334\" title=\"P1090724\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/vagli-sopra-erano-giorni-grandi-in-memoria-di-rosa-e-trombino\/minitature\/P1090724-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>tornavano, raccontavano, ripartivano e ritornavano. E, tutto questo, coinvolgendo gli usuali frequentatori del bar, cercando ricordi e anche compagni di avventura. Nel tempo, si era creato uno scarto enorme tra ci\u00f2 che era il luogo e l\u2019immaginario che lo avvolgeva. Amici e amiche non dentro ai lavori della speleologia arrivavano dal mitico Trombino e, ai piani alti, non trovavano altro che reti, materassi, polistirolo nel controsoffitto, un piccolo bagno con una stufina elettrica che lanciava saette se tenuta accesa per pi\u00f9 di un minuto. E allora partivano i racconti. <em>\u201cQui ci ha dormito..\u201d<\/em>, e si citava qualcuno, <em>\u201cdi ritorno dall\u2019esplorazione al\u2026\u201d<\/em> , e si citava un abisso. Insomma si cercava di trasferire l\u2019umore del mondo a persone che non sapevano nulla nemmeno della geografia esterna, non sotterranea, delle Apuane. Qualcuno si incuriosiva, almeno della discrepanza tra reale e immaginario, altri sparivano. Non tornavano davvero pi\u00f9 in quel luogo che pareva oltraggiare il comune buon senso.<!--more--> Il Trombino poteva far nascere amori, ma anche distruggerli. Perch\u00e9 il Trombino non era ci\u00f2 che si vedeva. Era un iceberg, immerso nei sogni di tanti di noi, che partivano annusando l\u2019aria delle montagne, che pensavano alla grotta che le univa tutte, al vuoto che doveva esserci, nascosto nei contatti tra marmi e scisti, infrattato nel taglio di una cava abbandonata, o nelle zone non frequentate di una cava attiva. <em>Il Trombino era il social prima del web.<\/em> Non c\u2019era nulla, nemmeno una lavagna da bacheca, ma tutti sapevano tutto in tempo reale. Chi esplorava arrivava, lasciava il suo post di racconto e questo viaggiava, si moltiplicava, risuonava lontanissimo per ricevere ammirazione, riaccendere invidie, invogliare a venire.<\/p>\n<p>Poi sono successe tante cose strane, troppo vicine da rendere storia. Conflitti di territorio, una comunit\u00e0 spaccata. In tutto questo, Rosa e Trombino cedettero gestione e <em>muri<\/em>. Quello fu la fine di un tempo, il tempo della Piazza di Vagli Sopra. E fu la fine del nostro tempo a Vagli. Tornai a vedere l\u2019edificio ristrutturato. Per assurdo, pensavo fosse rimasta la geografia delle vecchie stanze. Non c\u2019era ovviamente pi\u00f9 nulla. La ristrutturazione, certo puntuale e precisa, aveva creato linde stanzette. Come sempre avviene, il magico aveva lasciato il posto al grazioso. I lavori si erano portati via non solo polistirolo e cotto chiazzato, piattine elettriche e vecchi armadi. Se ne erano andate le parole, i suoni, i rumori dei passi strascinati la notte, le risate, i brindisi dei geografi del vuoto che di vuoto ne avevano trovato di nuovo, il rumore del biliardino, le urla dell\u2019ultima bevuta. Guardai, le stanze, ringraziai, uscii. E capii che era cambiata anche l\u2019aria ed era diversa la luce. Il silenzio della Valle d\u2019Arnetola si era ripreso il Paese. Eppure ci sono cose che non si perdono, ci sono i racconti che continuano, che si sono trasferiti in altri ricordi e in altro immaginario. Non tanto tempo fa, un ragazzo, alto, con l\u2019aria simpatica, \u00e8 sceso da un camion e mi ha detto <em>\u201cTu sei il Massimo\u201d \u201cS\u00ec sono il Massimo, se intendi quel Massimo\u201d<\/em>. E lui mi ha detto chi era, il figlio di chi non mi torna, ma una cosa mi \u00e8 rimasta <em>&#8220;magari non lo sai, ma quando arrivavate voi delle buche, noi si faceva finta di giocare , ma si ascoltava dei posti che avevate visto, delle montagne dove eravate entrati. Eravate come il cinema, avevate le storie nuove in un posto dove le storie erano sempre le stesse\u201d<\/em>. Qualche ragazzo di Vagli si \u00e8 avvicinato alle grotte. Il Luca se l\u2019\u00e8 portato via la cava a 18 anni, l\u2019Alberto, il Conte!, \u00e8 ora uno di quelli bravi. Di sicuro se ne \u00e8 andato un tempo e ci hanno lasciato Rosa e Trombino.<\/p>\n<p>Avevo finito le righe a ricordo del Trombino, parlando di Rosa che lo stava aspettando per andarsene anche lei. E li ho davvero immaginati mentre se ne andavano verso la Versilia della loro giovinezza. Perch\u00e9 loro avevano un diverso senso del tempo e anche dello spazio, non riproducibile su nessuna carta. E forse, proprio per questa\u00a0 fantastica rappresentazione che avevano del mondo, era stato possibile incontrarci. Peccato che tutto sia finito, ma \u00e8 pi\u00f9 importante che ci sia stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 Max Goldoni \u201cIl Massimo di Modena\u201d Tornare a parlare del \u201cTrombino\u201d non \u00e8 semplice, perch\u00e9 Trombino \u00e8 stato un luogo, un tempo, sono state persone, \u00e8 stata un po\u2019 geografia e molto immaginario. 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