{"id":1473,"date":"2017-02-22T23:51:25","date_gmt":"2017-02-22T21:51:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/?p=1473"},"modified":"2017-02-22T23:51:25","modified_gmt":"2017-02-22T21:51:25","slug":"una-storia-per-caso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/attualita-e-cronaca\/una-storia-per-caso\/","title":{"rendered":"Una storia per caso"},"content":{"rendered":"<p>di Mario Cecchi Unione Speleologica Pratese<\/p>\n<p><strong>Prefazione<\/strong><\/p>\n<p><em>La storia che vi racconter\u00f2, ha come tutte le storie un inizio ma, a differenza di altre, questa lascia molte delle sue pagine ancora bianche, disponibili per un finale che per ora appare lontano dall\u2019essere raggiunto.Il Gigi-Squisio ha talmente tanti non-traguardi lasciati nel limbo che forse essi sono di poco inferiori solo al numero delle uscite che gli abbiamo dedicato in anni di esplorazioni lasciate incompiute. Non perch\u00e9 vi siano stati impedimenti morfologici o di altra natura, ma perch\u00e9 lo Squisio \u00e8 un ristorante con talmente tanti piatti da assaggiare che riesce difficile terminare una portata senza che la curiosit\u00e0 di assaggiare quello che il men\u00f9 propone di nuovo lasci finire quello che abbiamo nel piatto.<\/em><\/p>\n<p>La scoperta del nuovo ingresso adesso fa si che si possa arrivare in una di quelle tante zone lasciate ad aspettare. Uno di quei piatti rimasti in attesa di continuare a gustarne il sapore finale, ma questa essendo (per molti di noi) lontana da altre mete pi\u00f9 raggiungibili e altrettanto invitanti, \u00e8 stata lasciata a freddare rimandandone l\u2019epilogo per quei famosi periodi di vacche magre ciclicamente comuni nelle varie realt\u00e0 speleologiche. Visto che (per fortuna) di queste vacche, <em>noi<\/em> <em>un sen\u00e8 ma\u2019viste<\/em>, negli anni \u00e8 successo che buttandosi sempre su nuove portate e finendone pochissime, siano aumentati anche i piatti lasciati a freddare con la conseguente crescita<!--more--> esponenziale del numero dei punti interrogativi lasciati in giro. Sono i 14 anni di esplorazioni cos\u00ec \u201c<em>omeopaticamente sconclusionate<\/em>\u201d che hanno per\u00f2 portato la grotta ad uno sviluppo di oltre dieci chilometri. Lo so pu\u00f2 sembrar strano o esagerato ma la situazione \u00e8 questa. Abbiamo gustato con immenso piacere piatti incredibili, grovigli di ambienti tra i pi\u00f9 variegati e belli, abbiamo pietanze in serbo per noi (<strong>USP<\/strong>) e per chi verr\u00e0 dopo\u2026 poi due ingressi, tutti e due <em>nel cerchio del compasso <\/em>(chi mi conosce sa bene di cosa parlo), cosa chiedere di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Conclusione: <\/strong>entrando dall\u2019ingresso storico, per arrivare a quella \u201ccongiunzione\u201d, si possono percorre due strade diverse. Una, la via che trovammo per prima, comporta un percorso di oltre un chilometro per arrivare sotto a quello nuovo che in linea d\u2019aria dista dall\u2019altro poco pi\u00f9 di un centinaio di metri. L\u2019altra strada, quella trovata successivamente, \u00e8 relativamente pi\u00f9 breve ma i due percorsi sono talmente complicati che la loro descrizione fatta ad un pubblico che non conosce <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">bene<\/span><\/strong> la grotta risulterebbe talmente incasinata e di difficile lettura, che farlo scrivendo mi pare quasi impossibile se non addirittura inutile. Quindi seguendo la nostra consolidata e (pi\u00f9 o meno) condivisa politica delle \u201cporte aperte\u201d, andateci pure, usate le nostre corde (tenendoci informati), girellate per i saloni e le gallerie, infognatevi in meandri angusti e bagnati ma, a meno che non abbiate preventivato per quella visita il sacco di tempo necessario per potervi (pi\u00f9 o meno tranquillamente) perdere in quei dedali dallo sviluppo esponenziale, il consiglio degli <strong>USP<\/strong> \u00e8: <strong>astenetevi dal tentare \u201ctraversate\u201d improvvisate<\/strong>. <strong><em>Il Gigi non \u00e8 il solito Corchia che tutti frequentano, \u00e8 un gigantesco mare di bivi, un vassoio di bucatini, occhio a ficcarvici dentro senza conoscerne le vie.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>CKY<\/strong><\/p>\n<p><strong>UNA STORIA PER CASO<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><em>Nascita, vita ,miraggi e miracoli di Mr. G alias lo Spluto<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/old22.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1498\" title=\"old2\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/old22-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/old22-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/old22.jpg 1701w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ci imbattemmo per caso in questa buca per la prima volta nel Maggio 2006. <em>Bella buca!<\/em> <em>Interessante!<\/em> Ma non essendoci apparentemente nessuna circolazione d\u2019aria la mettemmo, come spesso accade, nel cassetto delle tante cose da rivedere. Pazienza.<\/p>\n<p>Inizio Aprile 2009, sfruttando il fatto che attraverso il respiro della montagna le buche si rendono visibili lasciando aperto un varco nella neve, girellando in zona Gigi\/Squisio alla ricerca di buchettame vario fu il duo <em>Bardazzi&amp;Belli<\/em>, sottostrada, vicino al letto del torrente Ventagio che quel varco circolare privo di neve intorno a quella buca lo videro\u2026<em>ma allora un po\u2019 d\u2019aria passa!<\/em><\/p>\n<p>Verso la fine di quello stesso mese fu coraggiosamente intrapreso quel lavoro di scavo che si rivel\u00f2 fin dall\u2019inizio probabilmente assai lungo e faticoso.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/barda2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1499\" title=\"barda\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/barda2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/barda2-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/barda2.jpg 1701w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel Maggio successivo, io, Giampa e Andrea, stavamo andando ad esplorare nel Gigi in zona Nazgul, in quel ramo che chiamammo Yahuu e prima di entrare andammo a \u201cfar visita\u201d e a prendere le coordinate a quella buca per vedere come si posizionava rispetto alla planimetria del Gigi\/Squisio. Il fatto che fosse completamente riempita di ciottoli e detriti di roccia sicuramente era un bel problema, ma il segnale che comunque l\u2019aria passava faceva si che questa buca, magari intercettando il vicino Gigi, (<em>la sala dell\u2019Ovo<\/em> in zona \u201c<em>Ostrika<\/em>\u201d sta proprio li sotto) o comunque dando accesso a zone lontane dalla storica <em>e unica<\/em> entrata, (distante in pianta 125m), potesse diventarne un nuovo ingresso, ci allettava assai.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 vero che sono passati otto anni da allora e otto anni di scavo sono veramente tanti ma andandoci con una media di 1\/2 volte all\u2019anno la cosa si ridimensiona decisamente. Comunque un occhiata al neo-ravaneto posto presso l\u2019ingresso d\u00e0 un\u2019idea del lavoro svolto. La seconda (e determinante) sessione di scavo fu fatta proprio dagli scopritori; l\u2019 infaticabile e risoluta ditta <em>Bardazzi&amp;Belli<\/em> che fin dall\u2019inizio diede prova di grande determinazione scavando e liberando un cunicolo che per\u00f2 finiva in un vicolo cieco. Ma i nostri eroi non si persero d\u2019animo e spostandosi in una condotta parallela utilizzarono il primo per stiparci dentro il materiale tolto da quella che poi diverr\u00e0 la via corretta. Come dire?&#8230; si fecero un gran mazzo ma la strada a quel punto era segnata.<a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/scavo22.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1500\" title=\"scavo2\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/scavo22-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un grosso aiuto venne anche da Mr.G (Gigi Belli) che ci costru\u00ec un treppiedone con una carrucola per issare pi\u00f9 agevolmente all\u2019esterno i sassi tolti da dentro il cunicolo. Non fu certo un\u2019impresa facile considerando che non c\u2019erano solo sassi da togliere ma anche molti punti da allargare e anno dopo anno, scavo dopo scavo arrivammo comunque a svuotare e allargare una quarantina di metri di cunicolame vario fino ad una stanzetta. Li si presentavano due possibilit\u00e0, un buchetto in basso che per\u00f2 fu abbandonato dopo vari tentativi falliti di renderlo percorribile, ed in alto, un camino di un paio di metri, strettissimo. L\u2019aria pi\u00f9 evidente per\u00f2 si dirigeva lass\u00f9. Concentrammo quindi i nostri sforzi in quella direzione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/treppiedone21.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1502\" title=\"treppiedone2\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/treppiedone21-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/treppiedone21-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/treppiedone21.jpg 994w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Ci vollero altre uscite per avere ragione di quell\u2019ennesimo intoppo ma una volta allargato il camino e risaliti fino ad un tratto pi\u00f9 orizzontale ci trovammo con al lato, in discesa, una stretta fessura larga un metro ma non pi\u00f9 alta di una decina di centimetri che ci fece crollare l\u2019entusiasmo. Per i nostri mezzi quell\u2019ostacolo diventava decisamente insuperabile. La verit\u00e0 probabilmente \u00e8 anche, come dice un vecchio detto <strong>USP<\/strong>eleo, che &#8211; <em>se uno la grotta se la d\u00e8e fare, meglio f\u00e0ssela nell\u2019orto di hasa, aimmeno l\u2019\u00e8 pi\u00f9 vicina-<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Al nome della grotta messo a catasto (buca di Mr.G) ci venne aggiunto un.alias, Spluto.<\/p>\n<p>Spluto perch\u00e9: perch\u00e9 chiamasi Pluto le tute \u201cSteimberg\u201d da noi generalmente utilizzate ma visti i continui strappi e danni dovuti al penoso trascinarsi in quei budelli, decidemmo di dargli ironicamente quel nome.<\/p>\n<p>Nel frattempo il sig.Gigi (Squisio) continuando a regalarci sorprese a non finire contribu\u00ec a farci sospendere lo scavo e gli sforzi esplorativi si diressero di nuovo tutti l\u00ec.<\/p>\n<p>Ma il tempo passa e le idee ed i sogni assopiti o messi da parte si risvegliano e piano piano ricominciarono a circolare frasi del tipo:- <em>Ma lo Spluto? &#8211; Icch\u00e9 si fa, s\u2019abbandona? &#8211; Si, e si pole anche tornare, ma poi? A\u2019qu\u00ec budello di fessura icch\u00e9 gli si fa?- S\u2019allarga a guardallafortefortetuttinsieme?-<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/giampa2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1503\" title=\"giampa\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/giampa2-300x244.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"244\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/giampa2-300x244.jpg 300w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/giampa2.jpg 425w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ci venne allora l\u2019idea di \u201cappaltare\u201d i lavori a qualcun\u2019 altro. Chiss\u00e0 probabilmente un gruppo pi\u00f9 attrezzato il quale, senza il peso degli anni di quel penoso calvario, avrebbe potuto aver la voglia di darci una mano, magari con una bottarella o due di scavo aiutandoci ad aprire la strada per l\u2019ignoto. Si resero disponibili i Lunensi, amici di vecchia data e abili scavoallargatori.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che nell\u2019estate del 2015 con un paio di giornate di lavoro la fessura non fu pi\u00f9 tale e superatala, continuando ad allargare in basso, aprirono un passaggio che dopo alcuni metri termina alla base di un pozzetto.<\/p>\n<p>Si fermarono l\u00ec, (non so se per darci modo di gustarci l\u2019agognata esplorazione, o perch\u00e9 anche loro si erano gi\u00e0 rotti i marrons di quel vento freddo e dell\u2019acqua gelida che fanno da compagni laggi\u00f9). Le notizie erano: <em>sembra ci sia la possibilit\u00e0 di passare sia in alto sul pozzetto che in basso, ma \u00e8 stretto, l\u2019aria comunque va in quelle due direzioni.<\/em><\/p>\n<p>Onore al merito, senza quel loro intervento mi sa tanto che avremmo sicuramente abbandonato.<\/p>\n<p>Ironia del destino in quel periodo si ripetevano gli avvenimenti di dieci anni prima. Stessa condizione (velleit\u00e0 Splutiane &amp; Gigesche), stesse zone in esplorazione, stesse persone. Anzi no, qualcuno e qualcosa di nuovo c\u2019\u00e8 sempre. (\u00c8 la \u201cpazzione\u201d che per fortuna rimane uguale).<\/p>\n<p>Anche in quell\u2019occasione, come nel 2006, eravamo infatti impegnati in una nuova zona scoperta oltre lo Yahuu (rami di Guugle), ma il mistero dello Spluto ci chiamava. La voglia magari nicchiava, ma i morsi della curiosit\u00e0 ebbero la meglio (anche perch\u00e9 in fatto di posti di m<em>\u2026<\/em> <em>anch\u2019i\u2019Guugle unn\u2019i scherza!<\/em>) e alcuni mesi dopo andammo a vedere quello che i nostri amici avevano combinato.<\/p>\n<p><em>Urca!&#8230; Boia!&#8230; Bada\u2019hi!&#8230; Ma come gl\u2019avranno fatto!&#8230; Oh! Qui si ah a\u2019bb\u00e9stia!&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Sie! se unn\u2019allargaan lass\u00f9, co\u2019i\u2019 pipi he ci si tornaa! \u2026 Son stai de\u2019 ganzi, de\u2019 fenomeni\u2026 Azz\u2026 per\u00f2 che freddo hane!&#8230; Anche l\u2019acqua diaccia!\u2026Un ci s\u00e0 a f\u00e0 manc\u00e0 nulla! <\/em><\/p>\n<p>Insomma una vera cosa inaspettata.<\/p>\n<p>La prima giornata di tentativi per andare oltre i loro traguardi per\u00f2 non diede grandi risultati e a parte la sorpresa dei lavori svolti e l\u2019uscire semicongelati la situazione rimase pressoch\u00e9 invariata.<\/p>\n<p>La volta successiva invece (<em>ventisei dicembre)<\/em>, una volta espletati i doveri dovuti al giorno precedente notoriamente dedito al parentame, fu per\u00f2 possibile proseguire:<\/p>\n<ol>\n<li>Nel buchetto \u201c\u2026<em>sia in alto sul pozzetto\u2026\u201d, <\/em>alternando insieme ad Andrea, i materiali per lo scavo<em> <\/em>con quelli che lavoravano al<a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/pozzino1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1504\" title=\"pozzino\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/pozzino1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/pozzino1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/pozzino1.jpg 576w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> piano di sotto, riuscimmo ad allargare quel tanto per farmici passare (nutrendo per\u00f2 dei seri dubbi sul <em>rianda<\/em>). Una volta oltre il buco, l\u2019ambiente sia pur allargandosi (sic!) in varie direzioni, non sembra per\u00f2 offrire possibilit\u00e0 di sviluppi (ma penso andrebbe rivisto meglio, un po\u2019 d\u2019aria c\u2019\u00e9). Il <em>rianda<\/em> con mia felice sorpresa non fu per\u00f2 difficile grazie al \u201csocio\u201d che smartellando me lo aveva reso pi\u00f9 umano.<\/li>\n<li>In quello in basso, avanzando con fatica nella fessura, dopo averla superata a guazzo in una gelida pozza, il budello si biforca.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Sulla sinistra a<em>rrancando<\/em> <em>sdraiati tra lame e sassi<\/em>, dopo pochi metri ci si alza finalmente in piedi in una saletta di generose dimensioni con annesso piccolo arrivo d\u2019 acqua, ma il viaggio in quella direzione per\u00f2 pare terminar li.<\/p>\n<p><em>Strisciando<\/em> invece verso destra, dopo aver allegramente allargato un paio di punti, recuperiamo la posizione eretta in un\u2019altra saletta che prosegue per un paio di metri <em>meandriformementestrettastretta<\/em> con buchetto terminale che per\u00f2\u2026wau! Sfonda nel buio!<\/p>\n<p>Moreno, anche se non proprio il pi\u00f9 smilzo, stendendosi masochisticamente<em> <\/em>nell\u2019acqua che scorre sul pavimento riesce per\u00f2 ad avvicinarcisi e dal buco scorge un vuoto che finalmente dopo tanti ini, ino questo non sembra anzi! I sassi gettati cadono in quella che sembra una pozza, e dall\u2019eco che sente, in un discreto ambiente. <em>E vai!,<\/em> Che sia la volta buona?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ice3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1505\" title=\"ice\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ice3-168x300.jpg\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ice3-168x300.jpg 168w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ice3.jpg 899w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a>Anche se \u201c<em>in qu\u00ec posto d\u00ec\u2019mmenga<\/em>\u201d, spazio non ce n\u00e9 per contenere tutti quelli che risvegliati da un entusiasmo e una curiosit\u00e0 covata in anni di elucubrazioni e congetture avrebbero voluto esserci; alcuni di questi nel \u201cdopobefana 2017\u201dvanno.<\/p>\n<p><em>Stronzi! <\/em>Diranno chi non c\u2019era.<\/p>\n<p><em>Bischeri!<\/em> Diranno chi invece c\u2019era.<\/p>\n<p>Come da consumato e solito copione <em>(i primi<\/em>) una volta usciti e arrivati a Castelnuovo, comodamente seduti davanti ad una pizza invece di raccontare subito gli eventi, si misero a fare i misteriosi centellinando sadicamente le notizie su ci\u00f2 che accadde dilettandosi telefonicamente con amenit\u00e0 e cazzeggi vari lasciando (<em>i secondi<\/em>) per ore ed ore ad agognar risposte, vuoi perch\u00e9 \u201c\u00e8 tradizione far cos\u00ec\u201d, vuoi perch\u00e9, il mondo che gli si era aperto sotto quel buchetto si svelava cos\u00ec inaspettatamente grande che in effetti (<em>come da consumato e solito copione<\/em>) un po\u2019 di suspense, ci pu\u00f2 stare!<\/p>\n<p>Alfine le sospirate notizie del <em>dopobuco<\/em> furono:<\/p>\n<ol>\n<li>Saltino di un <em>cinquino<\/em> di metri.<\/li>\n<li>Altro saltino in fessura da un\u2019<em>ottina<\/em> di metri che sfonda in una forra orizzontale, dritta sparata per un <em>quindicinaio<\/em> di metri.<\/li>\n<li>Altro saltino di un altro <em>cinquino<\/em> di metri (P. del <strong><em>coccobrillo<\/em><\/strong>).<\/li>\n<li>Un <em>terrazzottino<\/em>.<\/li>\n<li>Primo pozzo vero di un <em>ventino<\/em> (minimo).<\/li>\n<li>Un <em>riterrazzottino<\/em>.<\/li>\n<li>Secondo pozzo vero\u2026\u201c<strong><em>l\u2019esagerato<\/em><\/strong><em>\u201d, <\/em>e che secondo Paolo (<em>i\u2019Kapo)<\/em>, l\u2019unico che vi si sia per ora affacciato e che non ha mai conosciuto il volto dell\u2019ipotetico destino cui esso (il pozzo) era stato preposto, sotto il <em>riterrazzottino, <\/em>il pozzo<em> <\/em>sprofonda ancora (dice lui) per un\u2019altra sessantina di metri, ma conoscendo il soggetto potrebbero essere pure fra i <em>20,30,40,50,60<\/em> o pi\u00f9, a seconda del freddo preso prima, dalla foga incamerata durante\u2026 o dall\u2019et\u00e0 che avanza, sempre.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quel tratto che ancora rimane misterioso sar\u00e0 la sognata giunzione con la <em>sala dell\u2019Ovo<\/em> di Squisioappartenenza, o la via per un altro abisso che va per cavoli suoi? Boh!<\/p>\n<p>Adesso siamo a met\u00e0 Gennaio ed il meteo pare si sia messo a far l\u2019inverno a tempo pieno. Tenendo conto che da bravo ingresso basso lo Spluto regala, in estate aria fredda dall\u2019interno e in inverno aria gelida dall\u2019esterno, per tornarci sar\u00e0 meglio aspettare climi pi\u00f9 miti. Nel frattempo, mancando il rilievo di quelle misteriose chimere ci consoliamo trastullandoci con proiezioni basate su identikit descritti da persone pi\u00f9 o meno affidabili, spostandole su rilievi pi\u00f9 o meno precisi, pi\u00f9 o meno declinati, pi\u00f9 o meno posizionati, variamente quotati ecc. ecc, continuando a fare quello che sappiamo far meglio: sognare quello che vorremmo diventi reale. Come da sempre, come dal momento che siamo diventati \u201cgruppo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ovo1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1506\" title=\"ovo\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ovo1-168x300.jpg\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ovo1-168x300.jpg 168w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ovo1.jpg 369w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a>Come nel \u201cdopobefana 2003\u201d quando nacque il Gigi, sognando aspetteremo il disgelo\u2026 o forse no? Boh!<\/p>\n<p>Infatti, probabilmente spinti da un altro vecchio detto <strong>USP<\/strong>eleo che dice: <em>tira pi\u00f9 una corrente d\u2019aria che\u2026<\/em>, senza aspettare i climi pi\u00f9 miti, quel disgelo non fu atteso e con un glaciale blitz il duo Al-Fa (Alessio &amp; Fabio), vanno comunque e aprendosi un varco tra concrezioni di ghiaccio che gli ostacolano il passaggio, raggiungono quella fantomatica verticale, la scendono per quaranta metri, e\u2026<\/p>\n<p><em>Ale! Boia d\u00e9!, gli\u00e8 stao lo Spluto a fall\u2019ovo!<\/em><\/p>\n<p>Li sul fondo della sala infatti, tra le poche e anonime pietre spicca lui, il diverso, l\u2019unico tondo in un mare di spigoli, rivelandoci dopo ben 8 anni, l\u2019oscuro arcano.<\/p>\n<p>Mistero svelato\u2026 <em>Ma ora da quell\u2019ovo icch\u00e9 nascer\u00e0?<\/em><\/p>\n<p><em>Boh!<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CKY rappresentante degli\u2026<a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ULTIMI-copia1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-1507\" title=\"ULTIMI copia\" src=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ULTIMI-copia1-300x286.jpg\" alt=\"\" width=\"115\" height=\"109\" srcset=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ULTIMI-copia1-300x286.jpg 300w, http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-content\/uploads\/photogallery\/una-storia-per-caso\/minitature\/ULTIMI-copia1.jpg 323w\" sizes=\"(max-width: 115px) 100vw, 115px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mario Cecchi Unione Speleologica Pratese Prefazione La storia che vi racconter\u00f2, ha come tutte le storie un inizio ma, a differenza di altre, questa lascia molte delle sue pagine ancora bianche, disponibili per un finale che per ora appare lontano dall\u2019essere raggiunto.Il Gigi-Squisio ha talmente tanti non-traguardi lasciati nel limbo che forse essi sono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1473"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1473"}],"version-history":[{"count":13,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1473\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1510,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1473\/revisions\/1510"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1473"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1473"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1473"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}