{"id":871,"date":"2012-12-05T00:19:28","date_gmt":"2012-12-04T22:19:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/?p=871"},"modified":"2012-12-05T16:53:52","modified_gmt":"2012-12-05T14:53:52","slug":"risplende-lantica-miniera-delle-buche-al-ferro-tli-1206","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.speleotoscana.it\/talp_online\/ambiente\/risplende-lantica-miniera-delle-buche-al-ferro-tli-1206\/","title":{"rendered":"Risplende l\u2019antica miniera delle Buche al Ferro (T\/LI 1206)"},"content":{"rendered":"<p>Emilio Poggetti, Gruppo Speleologico Archeologico Livornese<\/p>\n<p>Nel settembre 2011, alcuni componenti del Gruppo Speleologico Archeologico Livornese, a circa dieci anni di distanza dall\u2019ultima visita, decidono di tornare alle Buche al ferro, un\u2019antica miniera di origine etrusca situata nel comune di Castagneto Carducci (LI).<\/p>\n<p>Lo scenario che li attende alla base del primo pozzo, scalpelli mazzette e altri attrezzi, lascia presagire ad un contesto piuttosto illecito, tutti indizi chiave, i quali raccontano, che nell\u2019ambiente ipogeo si svolge gi\u00e0 da tempo attivit\u00e0 di estrazione di minerali. Ma oltre agli strumenti di cantiere i \u201cdeturpatori\u201d hanno abbandonato molteplici rifiuti e materiali non biodegradabili pericolosi per l\u2019ambiente come cassette in plastica e polistirolo, sacchi di nylon, fili elettrici, e soprattutto batterie. Di rilevante importanza, vista la loro lunghezza, anche il ritrovamento di scale in ferro usate per poter scendere all\u2019interno della grotta.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nSfortunatamente l\u2019utilizzo di cavit\u00e0 naturali e artificiali quali discariche abusive \u00e8 una circostanza diffusa e i danni provocati all\u2019ambiente e, in certi casi, alle risorse idriche che vi si possono trovare, sono incalcolabili.<\/p>\n<iframe class='youtube-player youtuber' type='text\/html' width='425' height='355' src='http:\/\/www.youtube.com\/embed\/bvBluMgDQw8?rel=0&amp;fs=1' webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen frameborder='0'><\/iframe>\n<p>Visto che questa cavit\u00e0 insiste su l\u2019area SIC (IT5160008) \u201cMonte Calvi di Campiglia\u201d (che si estende per oltre 1000 ettari fra il territorio dei comuni di Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, San Vincenzo e Suvereto) ma soprattutto vista la gravit\u00e0 della situazione trovata, il GSAL decide di mobilitarsi subito per diffondere la notizia. In un primo momento avvisando gli speleologi vicini della Commissione Ambiente FST e subito dopo anche le amministrazioni locali del comune di Castagneto Carducci.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario a questo punto ricordare che tra il GSAL e il Comune di Castagneto Carducci, nel maggio 2012, grazie all\u2019iniziativa svolta sul territorio dal titolo \u201cCastagneto sottosopra\u201d che ha visto come protagonisti gli speleologi livornesi con una mostra fotografica (a cura di Gianni Dellavalle) ed una conferenza alla quale hanno partecipato anche il sindaco e il vice sindaco del posto, si \u00e8 istaurato un buon rapporto.<\/p>\n<p>Questo legame non ha reso difficile il coinvolgimento da parte dell\u2019amministrazione comunale a partecipare all\u2019evento \u201cPuliamo il buio\u201d edizione 2012, in collaborazione con SSI e Legambiente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec sabato 29 settembre 2012 in concomitanza con la giornata \u201cPuliamo il mondo\u201d (Clean Up the World), il GSAL ed un gruppo di volontari di Legambiente sensibili al problema, si sono ritrovati all\u2019ingresso delle Buche al ferro dove hanno dato inizio al ripristino della cavit\u00e0 dai rifiuti. Gli speleologi con tecniche di paranco hanno riportato alla luce i rifiuti e gli attrezzi abbandonati sul fondo, mentre all\u2019esterno i volontari di Legambiente si sono impegnati a trasportare ci\u00f2 che usciva dalla grotta fino al pi\u00f9 vicino sentiero dove una macchina della Ditta \u201cBorla s.n.c.\u201d di Castagneto attendeva pronta a smaltire nella discarica autorizzata le immondizie recuperate.<\/p>\n<p>Ci auguriamo che il costante impegno da parte della SSI, delle federazioni speleologiche e dei gruppi grotte in eventi come \u201cPuliamo il buio\u201d possa proseguire costante nel tempo, garantendo cos\u00ec una riduzione dei rifiuti all\u2019interno delle grotte, la protezione dell\u2019ambiente carsico e delle sue risorse idriche, e una valorizzazione degli habitat naturali.<\/p>\n<p>Senza dimenticare l\u2019importanza, per eventi come questo, della collaborazione con organizzazioni non speleologiche e i comuni locali che aiutano a dare grande visibilit\u00e0 alle nostre azioni, che altrimenti rimarrebbero confinate nel nostro mondo speleologico.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.puliamoilbuio.it\/\">http:\/\/www.puliamoilbuio.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emilio Poggetti, Gruppo Speleologico Archeologico Livornese Nel settembre 2011, alcuni componenti del Gruppo Speleologico Archeologico Livornese, a circa dieci anni di distanza dall\u2019ultima visita, decidono di tornare alle Buche al ferro, un\u2019antica miniera di origine etrusca situata nel comune di Castagneto Carducci (LI). 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