1966. Le cose ritrovate

Written by admin. Posted in Correva l'anno

Nota della redazione: nel PDF, che riproduce l’originale del verbale del Consiglio Direttivo del GSF dell’anno 1966, sono stati tolti i nomi dei consiglieri e del presidente di allora. Al vecchio documento sono stati accostati pensieri e riflessioni di un consigliere di oggi e dell’attuale presidente del gruppo.

Sonia Cardini, Gruppo Speleologico Fiorentino.

Tutto ha un posto, una collocazione, un suo angolo, in questo mondo così immenso e variegato e, allo stesso tempo, così piccolo e ripetitivo. Tutto può essere veritiero e allo stesso modo illusorio e fantasioso. Ogni casualità, ogni gesto, ogni documento è stato, è e sarà il nostro futuro. Ritrovarsi fra le mani un pezzo di storia che sta creando il nostro presente ci porta a immaginare il nostro futuro e ci pone davanti a dubbi, domande, indefiniti pensieri. Il constatare che tutto è diverso ma sempre dettato da regole comuni, da imposizioni, da divieti, da obblighi, da vincoli che ci rassicurano e ci cullano formando una barriera protettiva e allo stesso tempo una barriera limitativa.

Non è cambiato molto da quel Verbale del Consiglio Direttivo del G.S.F. datato 1966; anche oggi ci imponiamo regole, verbalizziamo le decisioni, diciamo agli altri quello che è giusto e quello che non è giusto fare… come se la nostra coscienza si fosse persa in qualche meandro, in qualche galleria, appoggiata lì, come un sacco mezzo vuoto; chissà se è quello il suo posto, la sua collocazione… il suo angolo nel mondo.

Eleonora Bettini, presidente Gruppo Speleologico Fiorentino

Appena letta la nota datata 1966 viene da sorridere. Mi immagino un foglio di velina ingiallito dal tempo perchè di anni ne sono passati tanti, scritto con una vecchia macchina, la copia in carta carbone, gli errori di battitura che non si possono cancellare, la stanza piena di fumo. E chissà che riunione sarà stata. Il tono non lascia spazio alla fantasia, i fatti vengono riportati categorici, le regole snocciolate sono severe, i nomi dei ‘colpevoli’ in bella vista. Ci saranno state discussioni infinite, persone arrabbiate, incredule della sfacciataggine di aver preso addirittura l’iniziativa di telefonare ad un altro gruppo. Sorrido ancora di questo pezzetto di storia ritrovato negli anfratti nascosti del nostro archivio, di cui solo il bravo bibliotecario ne conosce i segreti.
Ma se chiudo per un attimo gli occhi e mi fermo a pensare alla giornata di oggi, alle telefonate con gli altri consiglieri, alle mail lette sul computer, ai siti consultati, le labbra si increspano in un pensiero: ho parlato di regole e regolamenti tutto il giorno!
Il GSF è un gruppo, una comunità, seppur piccola, di persone e queste, fin dal 14 gennaio 1966, si sono date delle regole per garantire delle linee da seguire e per permettere la vita stessa dell’associazione. Poi si sa, a queste si sommano gli usi e le consuetudini, regolamenti che arrivano da altri soggetti a cui siamo legati e che vanno ad aggiungersi a questo mondo complicato, o che magari creano conflitti non sempre risolvibili senza un po’ di buona volontà. Sono le fondamenta su cui poggiano tutte le decisioni prese dal consiglio direttivo, ma prima ancora dell’Assemblea dei Soci. Quindi non più fatto storico isolato, ma proiezione sul presente che sarà successivamente anche il nostro futuro.
I toni sono cambiati, magari i mugugni ci sono ancora, quei brontolii nel sottofondo, i tentativi di dimenticarsi le regole pure, ma l’espressività ha subito variazioni come la società e i tempi. Così come la rigidità di certe asserzioni. Magari anche alcune terminologie, si può notare, come abbiano subito trasformazioni o siano sparite negli anni. E’ cambiato anche il concetto di Gruppo, scritto sempre con la lettera maiuscola, forte e autoritario intorno al quale gira tutta l’attività speleologica e che mantiene un contatto costante su tutta la vita associativa. Ma è naturale che con il passare degli anni, con il cambiare delle persone, anche il GSF abbia subito modifiche interne, si sia adattato alle situazioni e a coloro che lo costituiscono.
Rimangono invece inalterati alcuni dei compiti del consiglio, quello di far seguire le regole, di pensare al bene comune e alla sicurezza dei soci. Non ne possiamo fare a meno, le autorizzazioni servono anche oggi, il materiale è una delle nostre ricchezze e di “assicurazioni” non smetteremo mai di parlare.
Aspettiamo altri 45 anni e vediamo: ci sarà qualcuno che sorriderà di queste parole di una giovane presidente, con la ‘p’ minuscola.

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