Talp 46 Giugno 2013, Quanto è lungo il Corchia?

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di Leonardo Piccini, Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Firenze (leonardo.piccini@unifi)

Condizionamento geo-strutturale e analisi tridimensionale del Complesso Carsico del Monte Corchia (Alpi Apuane, Toscana)

Lo sviluppo e l’evoluzione di un sistema carsico dipendono da molteplici fattori, legati soprattutto all’assetto geo-strutturale del corpo roccioso in cui il sistema si sviluppa e alle vicende tettoniche e paleo-idrologiche che si succedono nel tempo. Distinguere gli effetti dei primi fattori, che hanno un ruolo essenzialmente passivo, dai secondi, che invece interagiscono attivamente con lo sviluppo del sistema carsico, non è semplice e richiede prima di tutto la modellizzazione tridimensionale accurata delle grotte conosciute. Studi di questo tipo sono di fatto perseguibili sono in quei sistemi dove le esplorazioni speleologiche hanno permesso una conoscenza approfondita del reticolo sotterraneo. Il Complesso Carsico del Monte Corchia (Alpi Apuane, Toscana) è uno dei sistemi carsici maggiormente sviluppati e meglio conosciuti del territorio italiano con uno sviluppo stimato di almeno 60 km e una profondità di 1187 m. La complessità del sistema e la lunga e tormentata storia esplorativa, condotta su molti fronti e da gruppi diversi, hanno reso difficile la stesura e l’aggiornamento di un rilievo completo.

Nel maggio del 2010 ha preso avvio un ambizioso progetto che ha come obiettivo l’aggiornamento del rilievo e la sua digitalizzazione al fine di ricavare il modello tridimensionale del sistema. Per facilitare il lavoro, il sistema è stato diviso in cinque settori, su basi morfologiche e storico-esplorative, agganciati su caposaldi principali. La prima parte del lavoro è consistita nella raccolta di tutti i dati di poligonali reperibili dagli archivi dei gruppi speleologici. Per le diramazioni di cui non esistevano dati, si è provveduto a ricalcolare delle poligonali fittizie dal disegno di pianta e sezione. Oltre alle misure di lunghezza, direzione e inclinazione, sono stati anche inserite le dimensioni trasversali al fine di ottenere un modello volumetrico. I dati sono stati raccolti in modo sistematico su tabelle e organizzati in file separati per ogni diramazione. Si è quindi provveduto a una prima compilazione del rilievo 3D che, sebbene non ancora completo, si presta già a un’analisi morfometrica tridimensionale. In questi ultimi anni, vari strumenti software permettono una modellizzazione accurata di sistemi carsici e un’analisi morfometrica meno affetta da influenze soggettive legate alla “percezione” personale dell’operatore. Analisi di carattere preliminare confermano quanto già descritto in passato sulla base dell’analisi dei rilievi cartacei, riguardo alle direzioni di sviluppo preferenziale dei condotti carsici e l’esistenza di livelli altimetrici in cui si concentrano i condotti di origine epi-freatica. Se le direzioni preferenziali di sviluppo sono da imputare a un controllo da parte delle direzioni di giacitura delle superfici litologiche e delle direttrici di fratturazione, i livelli carsici, contrariamente a quanto avviene in molti altri sistemi carsici, non sono legati a particolari orizzonti stratigrafici, a causa della particolare struttura geologica del Monte Corchia. Questa particolare situazione fa si che in questo sistema carsico siano particolarmente riconoscibili gli effetti dei fattori tettonici (fasi di sollevamento) e paleo-idrologici (progressivo abbassamento del livello di base) sulla conformazione tridimensionale del reticolo. L’analisi tridimensionale ha inoltre reso evidente che il condizionamento geo-strutturale si diversifica nelle varie fasi evolutive in conseguenza del diverso assetto morfologico e del tipo di alimentazione del sistema.

Il poster sul Corchia presentato al convegno di Bossea

Nell’articolo in uscita su Talp 46 Giugno 2013, pp 39-71 “Quanto è lungo il Corchia?” trovate tabelle riassuntive sui rami principali del Corchia, le loro descrizioni topografiche e la relazione allo stato attuale del lavoro svolto dalla Commissione Catasto con il progetto ORCO.

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