Punta degli Stretti: tutela prima di tutto. La posizione della Federazione Speleologica Toscana
Il servizio andato in onda sul TGR Toscana dell’8 luglio ha riportato nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica il tema della Grotta di Punta degli Stretti e del suo futuro.

La Federazione Speleologica Toscana accoglie con favore il fatto che si torni a parlare della necessità di intervenire per proteggere questo straordinario ambiente naturale. Allo stesso tempo ritiene doveroso precisare quale sia la propria posizione, affinché non vi siano equivoci.
La Federazione non auspica la trasformazione della grotta in un’attrazione turistica né la sua “messa a reddito”. Punta degli Stretti non rappresenta una risorsa economica da sfruttare, ma un patrimonio naturale di straordinario valore, che ospita sei specie di chirotteri e una biodiversità eccezionale, con almeno 35 specie di invertebrati appartenenti a 17 diversi Ordini. Studi del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze indicano inoltre Punta degli Stretti come la grotta con il più elevato grado di biodiversità animale attualmente conosciuto in Toscana. Un patrimonio che deve essere conservato e tramandato alle generazioni future.
Quando parliamo di “messa in sicurezza” intendiamo un concetto molto diverso da quello che talvolta emerge nel dibattito pubblico. Per noi significa innanzitutto impedire gli accessi abusivi e incontrollati, regolamentare la frequentazione del sito, garantire il rispetto delle sue delicate caratteristiche ambientali e preservare un ecosistema che, una volta compromesso, non può essere ricostruito.Quando parliamo di “messa in sicurezza” intendiamo un concetto molto diverso da quello che talvolta emerge nel dibattito pubblico. Per noi significa innanzitutto impedire gli accessi abusivi e incontrollati, regolamentare la frequentazione del sito, garantire il rispetto delle sue delicate caratteristiche ambientali e preservare un ecosistema che, una volta compromesso, non può essere ricostruito. Non significa, invece, realizzare passerelle, cavi d’acciaio, corrimano o altre opere invasive finalizzate a facilitare la fruizione della grotta. Interventi di questo tipo altererebbero inevitabilmente le caratteristiche dell’ambiente ipogeo e rischierebbero di favorirne una progressiva turisticizzazione, in netto contrasto con gli obiettivi di conservazione che la Federazione ritiene prioritari.
La Federazione Speleologica Toscana aveva già presentato all’Amministrazione una proposta progettuale volta a coniugare tutela, conoscenza scientifica e corretta fruizione del sito, ma questa non ha ricevuto purtroppo nessuna attenzione. Un contributo tecnico fondato sull’esperienza delle associazioni speleologiche e sul principio che la conservazione debba sempre avere la priorità rispetto a qualsiasi altra finalità.
Continuiamo quindi a ritenere indispensabile un deciso cambio di passo nella politica di tutela della Grotta di Punta degli Stretti. Le decisioni che saranno assunte oggi determineranno lo stato di conservazione di questo ambiente nei prossimi decenni.
La nostra speranza è che il buon senso guidi chi è chiamato a decidere sul futuro di Punta degli Stretti. La vera valorizzazione di un patrimonio naturale non consiste nel renderlo più facilmente sfruttabile, ma nel garantirne la conservazione, affinché possa continuare a rappresentare un bene comune, studiato, rispettato e protetto.
