Comunicato della Federazione Speleologica Toscana aps
La Federazione Speleologica Toscana, venuta a conoscenza di un recente episodio di disostruzione eseguito in un punto “storico e caratteristico” dell’Abisso Milazzo, ritiene opportuno richiamare l’attenzione di tutta la comunità speleologica sull’importanza di limitare tali interventi nelle cavità naturali ai soli casi in cui essi siano realmente indispensabili e motivati da concrete finalità esplorative, opportunamente vagliate caso per caso.

La disostruzione rappresenta, infatti, uno strumento che, pur avendo consentito in passato importanti scoperte, comporta inevitabilmente una modifica dell’ambiente ipogeo.
E’ pensiero ampiamente condiviso che si debba ricorrere ad essa solo come estrema soluzione, DOPO aver attentamente valutato la reale necessità dell’intervento e il rapporto tra i potenziali benefici esplorativi e l’impatto sull’ambiente.
La tutela del patrimonio carsico non è soltanto uno dei principi fondanti della Federazione Speleologica Toscana, ma deve rappresentare un valore condiviso e universale, riconosciuto e praticato da tutta la comunità speleologica.
Ogni speleologo e ogni speleologa ha il dovere di adottare comportamenti improntati al massimo rispetto dell’ambiente sotterraneo, ricordando che le grotte non sono un luogo da adattare alle nostre esigenze, ma un patrimonio naturale da conoscere, studiare e, soprattutto, conservare, in special modo sulle Alpi Apuane, già profondamente minacciate da altre attività ben conosciute.
L’Abisso Franco Milazzo, accatastato nel 1991, è stato esplorato e visitato da centinaia di speleologi: a nessuno è mai venuto in mente di allargare i passaggi che lo rendono così caratteristico.
Entrare in una grotta è un privilegio e farlo senza lasciare tracce del nostro passaggio è una nostra precisa responsabilità.
