RELAZIONE COMMISSIONE AMBIENTE ANNO 2020

Il 2020 è iniziato con la consapevolezza del fatto che quando ci si impegna per ottenere un importante risultato, prima o poi si raggiungono gli obiettivi prefissati.
E’ quanto è accaduto con la riapertura dell’ingresso della Buca Su Cava Torre T/LU 1830, Orto di Donna – Minucciano, che dopo la prima segnalazione di criticità carsica da parte di FST al Parco avvenuta nel 2015, è avvenuta alla fine del 2019.
Archiviato questo bel risultato, la Commissione Ambiente è stata interessata da un’altra criticità, ossia quella dell’Abisso Tripitaka T/LU 1024 Loc. Le Gobbie – Seravezza, di cui segue il dettaglio.


Abisso Tripitaka
Alla fine del 2019 veniamo a conoscenza che all’interno del piano di cava Rigo (località Arni – Comune di Seravezza – Lucca) i detriti dell’attività di escavazione hanno parzialmente ostruito l’ingresso dell’Abisso Tripitaka (T/LU 1024).
Verificata la veridicità dell’informazione e scattate alcune foto sul posto, nell’aprile del 2020 segnaliamo al Parco delle Alpi Apuane la criticità carsica (vedi lettera 13-LT-2020-U Criticità Abisso Tripitaka del 11/04/20).
Il Parco, contattate le parti in causa ossia FST aps e ditte concessionarie di cava Rigo (Costa Medicea sas e Portoro Extra srl), stabilisce di eseguire un sopralluogo in data 09 giugno 2020, da cui emerge che il professionista geologo incaricato, basandosi sui dati del Catasto Grotte della Regione Toscana non aggiornati, ha erroneamente posizionato l’ingresso della cavità sulla tavola del progetto di coltivazione e ripristino Cava Rigo (vedi Tav. 16 Cava Rigo e Prot_Arr 0002255 del 19/06/2020 Documento e Allegato). A seguito di detto sopralluogo, il Parco emette un
provvedimento di diffida (vedi Prot_Par 0002152 del 12/06/20) nei confronti delle ditte concessionarie, in cui si stabilisce che:
• nel caso dovessero essere intercettate cavità carsiche, al momento non censite e non visibili, dovrà essere immediatamente sospesa l’attività, dandone comunicazione alle amministrazioni interessate;
• devono essere sospese le lavorazioni in corrispondenza dell’ingresso dell’Abisso Tripitaka, per un raggio di almeno 15 metri, rimuovendo il materiale detritico fino ad ora accumulato e mettendo in sicurezza la cavità carsica da ogni sversamento di detriti, fanghi acque di lavorazione e quanto altro possa mettere a rischio l’ecosistema interno della grotta;
• deve essere garantito agli speleologi l’accesso alla cavità in sicurezza.
Tale diffida viene ufficializzata attraverso la Pronuncia di Compatibilità Ambientale n. 15 del 22 luglio 2020 (vedi Prot_Par 0002723 del 23/07/20 Documento e Allegato), con cui il Parco provvede ad integrare e modificare il Programma di Gestione Ambientale della PCA n. 18 del 20 settembre 2019.
Nei mesi successivi alla diffida, le ditte concessionarie si limitano a rimuovere i detriti dall’ingresso della grotta, posizionando sul lato che guarda il piano di cava una barriera di blocchi di marmo a protezione dello stesso. Non procedono però alla realizzazione di un percorso sicuro, che garantisca l’accesso alla cavità come stabilito.
La Federazione sollecita il rispetto delle prescrizioni di cui sopra con sua lettera del 22 ottobre 2020 (vedi lettera 23-LT-2020-U Criticità Abisso Tripitaka-segue), in cui si segnala anche l’intercettazione di quello che potrebbe essere un nuovo accesso alla grotta.
I Guardiaparco eseguono un nuovo sopralluogo in cava in data 11 novembre 2020, a cui fa seguito la comunicazione del Parco a FST aps, con la quale si riferisce che l’apertura oggetto di segnalazione, venuta alla luce a seguito di operazioni di pulizia, è di origine artificiale e non risulta connessa con l’Abisso Tripitaka (vedi Prot_Arr 0004371 del 17/11/20).
La vicenda, vuoi anche per la stagione particolarmente avversa e le abbondanti nevicate, è ad oggi lontana dall’essere risolta. Seguiranno aggiornamenti. I documenti citati nella relazione sono visionabili sul sito della Federazione www.speleotoscana.it, nell’indice per argomento, Commissione Ambiente, Emergenza carsica Tripitaka.

Cava Carcaraia
Altra spina nel fianco è rappresentata dalla Cava Carcaraia, dove ben tre cavità sono minacciate dai lavori di escavazione: Cann’Abiss T/LU 1573, Bailame T/LU 1464 e Belfagor T/LU 890. Per non parlare della Dolina Nord, che è stata letteralmente riempita dai detriti di lavorazione.
La segnalazione di questa emergenza carsica, già inoltrata al Parco nel 2015, è stata reiterata con lettera Prot. n. 22-LT-2020-U il 22 ottobre scorso. Segue il dettaglio:
Visto che all’interno della cavità è ancora presente tutto il materiale, appartenente al Gruppo Speleologico Pistoiese, necessario per la progressione; che l’esplorazione al momento della chiusura dell’ingresso dell’Abisso Cann’Abiss, era ferma su almeno due dei tre luoghi non ancora finiti di indagare; che fin da subito nella grotta è presente un forte stillicidio che si trasforma in un torrentello già alla profondità di 50 metri dall’ingresso tagliato dai lavori; che nella grotta non sono state fatte colorazioni ma, come per le altre grotte insite in quell’area della Carcaraia, si può supporre che le sue acque convoglino nelle risorgenze di Equi Terme.
Considerato che la chiusura di una grotta da parte dell’attività estrattiva o di altre attività,impedisce di poterne verificare nel tempo lo stato dell’ecosistema interno e l’alterazione o l’inquinamento provocato dalle infiltrazioni delle acque e materiali residui presenti nelle cave.
Visto che con Delibera del Consiglio comunale di Vagli di Sotto n.20 del 06/04/2020 è stato dato avvio al procedimento di Variante al Piano Attuativo del Bacino Estrattivo delle Alpi Apuane di Carcaraia (ai sensi degli artt. 113 e 114 della L.R. 65/2014 e s.m.i.), finalizzato a permettere l’escavazione in galleria all’interno di Zone di Protezione Speciale (ZPS). Procedimento attualmente bloccato, ma che consentirebbe, qualora venisse in futuro autorizzato, alla ditta concessionaria di continuare ad ampliare la sua attività di escavazione indipendentemente dal rispetto delle prescrizioni imposte da precedenti varianti.
Vista la Legge Regionale numero 20 del 2 aprile 1984 “Tutela e valorizzazione del patrimonio speleologico. Norme per lo sviluppo della speleologia”.
Vista la delibera del Parco Regionale delle Alpi Apuane n. 54 del 26/11/2010 “Tutela dei Geositi” allegato A, punto 2, lettera b, “le grotte e le cavità naturali, con sviluppo di gallerie o pozzi superiore a 300 m”.
CHIEDIAMO che il Parco Regionale delle Alpi Apuane e tutte le Amministrazioni ed Enti competenti si impegnino, con tutti i mezzi a loro disposizione, alla riapertura dell’Abisso Cann’Abiss (T/LU1573) ed alla manutenzione e miglioramento dell’accessibilità della Buca di Belfagor (T/LU 890)e della Grotta Bailame (T/LU 1464) in Carcaraia.
Alla segnalazione è seguito un sopralluogo durante il mese di novembre, cui ha fatto seguito la relazione del Parco, che segue:
Si riporta di seguito quanto concordato durante il sopralluogo effettuato in data 23 novembre 2020, dal Parco Regionale delle Alpi Apuane, dalla Federazione Speleologica Toscana e dalla ditta Acquabianca Marmi scrl. Relativamente agli interventi da realizzare per garantire l’accessibilità delle cavità carsiche presenti nell’area di cava saranno effettuate le seguenti azioni:
Abisso Cann’Abiss. L’ingresso della cavità si trova in un versante attualmente non interessato da attività di escavazione ma abbondantemente trasformato da attività pregresse. Quello che presumibilmente è un ingresso alle gallerie sottostanti è intasato da detriti e pertanto l’abisso non è accessibile. Le azioni da effettuare sono le seguenti:
1.la ditta provvederà a sospendere ogni attività estrattiva nel raggio di 15 metri dall’ingresso dell’Abisso;
2.la ditta, in collaborazione con la FST, provvederà a perfezionare il rilevo dell’area interessata dalla cavità carsica, sia in pianta che in sezione, inserendo lo sviluppo delle gallerie e dimensionando precisamente la loro posizione e la loro distanza rispetto al profilo attuale dei versanti di cava;
3.la ditta provvederà a rimuovere il detrito presente nell’intorno dell’ingresso dell’abisso, mettendo in sicurezza il versante e cercando di individuare lo sviluppo delle gallerie sottostanti;
4.Parco, FST e ditta Acquabianca Marmi scrl effettueranno un nuovo sopralluogo congiunto, per verificare il sito e le condizioni di accesso all’Abisso, una volta effettuate le azioni di cui ai punti 2 e 3.
Abisso Bailame. L’ingresso della cavità si trova in una parete verticale ed è attualmente inaccessibile. Le azioni da effettuare sono le seguenti:
1.la FST farà una prima esplorazione al fine di individuare quale degli ingressi presenti sul versante è effettivamente quello che introduce all’abisso;
2.la ditta provvederà a realizzare un accesso in sicurezza tramite la stesura di un cavo in acciaio che colleghi il versante presente sulla sinistra, raggiungibile, con l’ingresso dell’abisso.
Abisso Belfagor. L’ingresso della cavità si trova in una parete verticale ed è attualmente accessibile con difficoltà. Le azioni da effettuare sono le seguenti:
1.la FST farà una prima esplorazione al fine di individuare quale degli ingressi presenti sul versante è effettivamente quello che introduce all’abisso;
2.la ditta provvederà a realizzare un accesso in sicurezza tramite la realizzazione di un tratto di via ferrata che colleghi l’attuale passerella con l’ingresso dell’abisso.
Relativamente agli interventi da realizzare per ripristinare la dolina, oltre a quanto già indicato nel verbale della conferenza di servizi del 18 settembre 2020, il Parco ritiene utile programmare un incontro con la ditta e segnatamente con i professionisti incaricati, al fine di definire al meglio modalità e tempi di esecuzione. Nel corso della prossima conferenza di servizi, una volta acquisite le informazioni della ditta Acquabianca Marmi scrl e della Federazione Speleologica Toscana, relative alla accessibilità delle cavità carsiche in oggetto, il Parco definirà i tempi per l’esecuzione delle opere.
Per un maggior dettaglio si consulti il sito FST www.speleotoscana.it, nell’indice per argomento, Commissione Ambiente, Carcaraia (Storia esplorativa, Tappe della vicenda, Stato attuale).


Osservazioni inerenti alle Adozioni delle Varianti di iniziativa privata ai Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi (PABE) di CARCARAIA- COLUBRAIA -MONTE MACINA -MONTE PALLERINA
Il Comune di Vagli Sotto ha avviato a partire dall’aprile 2020 la procedura per l’Adozione delle Varianti di iniziativa privata ai Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi di Carcaraia, Colubraia, Monte Macina e Monte Pallerina. Lo scopo è quello di consentire alle ditte concessionarie delle cave che si trovano nei bacini estrattivi di cui sopra l’espansione delle aree di escavazione, con particolare riferimento alle attività in galleria.
FST ha inoltrato le sue osservazioni in merito, presentando un documento nel quale vengono elencate tutte le cavità accatastate i cui ingressi si aprono all’interno dei Bacini Estrattivi in oggetto, con relative schede catastali e rilievi. In tali elenchi sono presenti anche quelle cavità i cui i rami si sviluppano sotto i Bacini in questione e che quindi ricevono quanto viene assorbito dal terreno soprastante. E’ inoltre stata presentata una carta che mostra i risultati delle prove di tracciamento delle acque che scorrono all’interno di molte tra le cavità in parola, eseguite dalla Federazione negli anni e che afferiscono alle principali sorgenti che si aprono ai piedi delle Apuane, il Frigido ed Equi.
Questo per rimarcare, se ce ne fosse bisogno, l’importanza e la fragilità delle aree carsiche oggetto del provvedimento, in termini di approvvigionamento idrico e qualità delle acque. Nelle osservazioni è stato sottolineato come sia necessario garantire agli speleologi il libero e sicuro accesso a tutte le grotte dei Bacini, per esigenze esplorative, di studio e di monitoraggio. A tal proposito FST ha suggerito l’adozione di una specifica cartellonistica, da adottare per la segnalazione del percorso di accesso agli ingressi di quelle cavità che si trovano all’interno dei piani di cava: è stato descritto il caso della Cava Carcaraia, con Cann’Abiss, Bailame e Belfagor; è stato descritto il caso della Buca dei Francesi nel Bacino di Colubraia. Di seguito un esempio di cartello
proposto al Parco:


Viste le traversie legali che hanno coinvolto il Comune di Vagli Sotto, ad oggi non abbiamo aggiornamenti sulla vicenda.
Programmi futuri
Durante il nuovo anno la Federazione sarà impegnata nel sollecitare il rispetto delle prescrizioni a carico delle ditte concessionarie di cava Rigo per quanto riguarda l’Abisso Tripitaka e di cava Carcaraia per quanto riguarda Cann’Abiss, Bailame e Belfagor, indicate dal Parco nei suoi
provvedimenti, in tempi ragionevoli.
Inoltre recentemente è emersa una nuova criticità, ossia la presunta intercettazione di ramo della Buca delle Ossa (Ober) T/LU 1841, in merito alla quale abbiamo già contattato il Parco ed è previsto un sopralluogo nel mese di aprile.
Infine la Commissione Ambiente ha intenzione di redigere un protocollo, il cui obiettivo è quello di fare di FST l’interlocutore principale del Parco delle Apuane nella gestione delle criticità carsiche.
Le attività della Commissione Ambiente sono curate dal CF, mancando un referente da diversi anni. Rinnoviamo quindi l’invito ai volontari a prestare il loro tempo per una buona causa.


Il Comitato Federale per la
Commissione Ambiente