RELAZIONE COMMISSIONE AMBIENTE ATTIVITÀ ANNO 2023
Durante il 2023 FST è stata coinvolta in un’intensa attività di sopralluoghi in cava da parte del Parco delle Apuane, con cui è stato siglato un Protocollo d’Intesa dedicato. Oggetto di questo protocollo è l’implementazione delle conoscenze sullo stato di conservazione dell’ambiente carsico apuano ed in particolare di quello minacciato dalle attività estrattive, al fine di eliminare o mitigare ogni possibile impatto negativo e mettere in atto ogni possibile azione di tutela.
Il predetto scopo è raggiunto attraverso lo svolgimento delle seguenti attività:
- attività di scambio di informazioni e conoscenze, tra il Parco e la FST, in merito allo stato di avanzamento delle attività estrattive presenti nelle aree contigue di cava e agli impatti che tali attività possono produrre sulle cavità e forme carsiche presenti nell’area;
- svolgimento di sopralluoghi, indagini e ispezioni nelle cavità carsiche presenti nelle Alpi Apuane, da parte della FST, sia sulla base di specifiche richieste del Parco sia sulla base di autonome valutazioni;
- predisposizione di report, da parte della FST, relativi ai sopralluoghi, indagini e ispezioni effettuati.
Sono altresì oggetto del Protocollo altre azioni di tutela e valorizzazione degli acquiferi carsici dell’area parco e contigua, insieme alla divulgazione della loro conoscenza speleologica.
Vediamo nel dettaglio i sopralluoghi effettuati.
Sopralluogo cava Piastriccioni N. 6, Carrara (MS)
Il 7 gennaio 2023 volontari della Federazione, in presenza della titolare della Tonelli Renato srl e della geologa della cava, hanno ispezionato una cavità intercettata durante l’attività di escavazione. L’escavazione avviene in galleria e la cavità intercettata si presenta come una frattura che attraversa ortogonalmente la parte sommitale della stessa, mentre alla base risulta chiusa.
Come si vede dalle immagini che seguono, le pareti della cavità non presentano forme di erosione carsica e, nonostante il periodo particolarmente piovoso, la frattura era interessata da modesto stillicidio. I vuoti sono stati creati dal crollo per gravità dei detriti avvenuto nel momento in cui sono stati asportati i blocchi tagliati durante la coltivazione.

Si tratterebbe della prosecuzione della frattura visibile all’esterno in corrispondenza della tecchia e dell’ingresso cava, come da foto a lato.

Alla luce di quanto esposto la Federazione ha ritenuto che la cavità intercettata non fosse rilevante dal punto di vista carsico e il Parco ha di conseguenza sbloccato il cantiere.
Sopralluogo Cava Piastraio-Piastriccioni, Levigliani (LU)
In data 20 aprile 2023, durante il sopralluogo congiunto alla presenza dei Guardiaparco e del Presidente della Cooperativa Condomini di Levigliani, i volontari di FST hanno ispezionato una cavità sul pavimento della cava in galleria al livello 2, intercettata e non segnalata, quindi tombata e da ultimo riaperta su nostra richiesta.

Quella sopra è una foto che mostra come si presentava la cavità prima dell’intervento di svuotamento.
Quella a lato è invece come la cavità si presentava dopo l’asportazione del detrito.
In seguito alla perlustrazione i volontari hanno verificato che si trattava di una verticale di circa 15 m di profondità e sezione trasversale di dimensioni medie pari a 2×3 m.
Il fondo del pozzetto si presentava piatto e privo di prosecuzioni.
Circolazione d’aria assente.
Vista l’irrilevanza della cavità, la Federazione ha richiesto la sigillatura dell’accesso, onde evitare l’infiltrazione di marmettola ed altri inquinanti.
Sopralluogo cava Piastrone, Comune di Seravezza (LU)
Il 15 giugno 2023 volontari della Federazione, in presenza dei Guardiaparco e dei cavatori, hanno verificato le caratteristiche e la rilevanza della cavità carsica intercettata presso cava Piastrone, gestita dalla Henraux SpA.
La cavità si apre sul piazzale posto a quota 1200 slm e si presenta come una frattura di ampiezza oscillante tra i 15/25 cm, lunga circa 6 m, ostruita da detriti e orientata NE-SW. Questa frattura si allarga fino ad un massimo di 42 cm in corrispondenza della base della bancata (vedi foto seguenti).


Viste le dimensioni della cavità, non è stato possibile accedere, quindi i volontari hanno optato per una perlustrazione mediante Endoscopio DEPSTECH con cavo semirigido di 5 m e telecamera di ispezione, collegato a cellulare Android, in grado di eseguire foto e video.
L’endoscopio è stato ancorato ad un palo telescopico di circa 5 m di lunghezza, che gradualmente è stato spinto all’interno della cavità. Il palo assai rigido è stato sostituito poi con una canna da pesca, assai più flessibile, che ha permesso di penetrare per quasi tutta la lunghezza della sonda.
Da un’analisi del video registrato è emerso come le pareti della cavità ispezionata fossero lavorate dall’acqua e rivestite da micro-concrezioni. Inoltre le immagini del punto più profondo raggiunto dalla sonda endoscopica evidenziavano parti buie che indicano vuoti e quindi la probabile prosecuzione della cavità. Ma l’elemento più importante emerso dal sopralluogo è la presenza di aria fredda in uscita e questo fa presupporre che la cavità si comporti da ingresso basso di un sistema di vuoti ipogei assorbenti soprastante.
I volontari della Federazione hanno concluso che nonostante le dimensioni del vuoto non rendano possibile l’accesso e nonostante la parte ispezionata tramite la strumentazione sopra descritta abbia volumi ridotti, la presenza di circolazione d’aria porti a credere che la cavità carsica intercettata in cava Piastrone faccia parte di un sistema ben più ampio e sviluppato. FST ne chiesto di conseguenza la protezione.
Visto l’esito del sopralluogo e la conseguente relazione prodotta da FST, la Commissione tecnica del Nulla Osta del Parco ha ritenuto che la cavità carsica intercettata dovesse essere tutelata e conservata. Ha confermato pertanto, per un principio di precauzione, il divieto di escavazione per un raggio di 15 m dalla cavità stessa, già stabilito con l’Ordinanza del Presidente n.1 del 19 gennaio 2023.
Sopralluogo in Cava Bassa di Carcaraia, Vagli Sotto (LU)
In data 18 luglio 2023, per accordi precedenti presi coi cavatori e col Parco delle Apuane, alcuni volontari della Federazione si sono recati in Cava Bassa di Carcaraia per verificare lo stato di avanzamento dei lavori finalizzati alla riapertura dell’ingresso dell’Abisso Cann’Abiss, all’allestimento di vie ferrate per accedere agli ingressi di Grotta Bailame e Buca Belfagor e concordare i contenuti del cartello che dovrà essere piazzato alla sbarra della cava, riguardante i percorsi sicuri che gli speleologi dovranno seguire per accedere alle grotte presenti (come previsto dal Protocollo d’Intesa siglato nel 2021 tra Ente Parco regionale delle Alpi Apuane ed FST).
Nel luglio e settembre 2022 i nostri volontari avevano già eseguito sopralluoghi in loco, dietro segnalazione dei cavatori che durante i lavori di scavo alla ricerca dell’accesso all’Abisso Cann’Abiss avevano individuato buchi soffianti. In entrambi i casi gli accessi si erano rivelati troppo stretti, ma era evidente che la via speleologica alla grotta fosse poco distante: rinvenuti vecchi ancoraggi; recentemente rinvenuta vecchia corda statica utilizzata dagli esploratori per la progressione.

Durante questo sopralluogo i volontari hanno sceso un pozzetto di una decina di metri e si sono ritrovati nella stessa sala raggiunta le volte precedenti, la quale continua su due diramazioni, una non percorribile in quanto chiude in strettoia, l’altra ugualmente non percorribile nell’immediato ma che potrà esserlo con un lavoro di scavo interno da parte degli speleologi. Da quest’ultima strettoia è visibile infatti una prosecuzione più comoda della grotta. Abbiamo quindi concordato con i cavatori la sospensione momentanea del loro lavoro esterno di scavo, in attesa dell’esito del nostro lavoro di scavo interno.

L’ingresso dell’Abisso Cann’Abiss è stato protetto da una barriera di blocchi in cemento rivestiti da fogli in pvc, per evitare in caso di precipitazioni l’infiltrazione della marmettola.

I volontari hanno collaudato la via ferrata che è stata allestita per raggiungere l’ingresso della Grotta Bailame, che attualmente si trova su un vecchio fronte di cava. Il percorso in salita è abbastanza agevole, fatta eccezione per alcuni punti, nei quali i cavatori dovranno infiggere nella roccia altre staffe.

I volontari hanno collaudato la via ferrata che è stata allestita per raggiungere l’ingresso della Buca Belfagor, che attualmente si trova su un vecchio fronte di cava. Il percorso è da rivedere nel punto in cui è stata posizionata una passerella in legno: la passerella in legno dovrà essere sostituita da una passerella in ferro zincato, del tipo utilizzato nei ponteggi dei cantieri edili, e la stessa dovrà essere rialzata di 40 cm circa per consentire agli speleologi, con la loro attrezzatura ordinaria, di assicurarsi più agevolmente al cavo di acciaio della via ferrata.

Abbiamo concordato coi cavatori la posizione del parcheggio che dovrà essere utilizzato dagli speleologi e che sarà allestito nelle immediate vicinanze della sbarra posta all’ingresso della cava e comunque all’esterno del cantiere.
Abbiamo concordato inoltre il percorso sicuro di avvicinamento all’ingresso dell’Abisso Cann’Abiss, che seguirà quello individuato per Grotta Bailame fino al punto verde, per poi deviare a destra e scendere lungo le bancate attraverso l’ausilio di scale fisse fino all’accesso della cavità.

Dovremo ritornare in Cava Bassa per verificare la realizzazione di quanto concordato con i cavatori e ratificato dal Parco.
Sopralluogo in cava Colubraia Formignacola, Vagli di Sotto (LU)
In data 8 agosto 2023, alcuni volontari della Federazione, su richiesta del Comando Guardiaparco del Parco delle Alpi Apuane e alla presenza di rappresentanti della Onymar Quarries s.r.l. che gestisce cava Colubraia Formignacola, si sono recati in loco per ispezionare una cavità carsica intercettata durante i lavori di escavazione.
La segnalazione dell’intercettazione era stata inviata anche all’attenzione della nostra Associazione da parte di Apuane Libere odv lo scorso 26 giugno ed era già stato eseguito un primo sopralluogo da parte dei Guardiaparco.

Scopo della richiesta del nostro intervento era quello di valutare la rilevanza della cavità intercettata, definirne lo sviluppo rispetto all’attuale piano di coltivazione che i cavatori intenderebbero abbassare ed infine verificarne l’eventuale collegamento con Buca Luca 1069 T/LU il cui ingresso si apre alcune bancate sopra il vuoto in questione in zona ormai inattiva del cantiere.
La cavità perlustrata si presenta come una frattura, le cui dimensioni si possono desumere osservando il rilievo topografico che segue.

Durante il sopralluogo alcuni volontari della FST hanno armato e percorso la prima parte di Buca Luca, al fine di verificarne il collegamento con la cavità carsica intercettata: non è stata rinvenuta una via percorribile, ma si è potuta costatare una connessione sonora. Infatti gli speleologi che si trovavano all’interno della cavità sentivano il rumore del trapano utilizzato in Buca Luca per fissare gli ancoraggi e discendere il pozzo iniziale.
Di seguito viene riportata una Orto Foto Carta della cava, in cui sono state posizionate le piante delle due grotte, in modo da apprezzarne la vicinanza.

A seguito del sopralluogo il Parco ha emesso l’Ordinanza di sospensione e riduzione in pristino n. 5 del 21 agosto 2023, con la quale si ordina:
- la sospensione immediata, in via precauzionale, di ogni lavorazione estrattiva nell’area interessata dalla cavità carsica in oggetto, meglio individuata negli allegati alla presente ordinanza, per un raggio di 7,00 metri dalla sua apertura, comprendendo le porzioni di cavità visibili sul piano orizzontale e su quello verticale;
- la rimozione, per quanto possibile, del materiale lapideo che ostruisce parte della cavità carsica;
- l’ampliamento del cordolo in cemento a protezione dell’ingresso della cavità carsica, raddoppiando le dimensioni in altezza e in pianta di quello esistente, rivestendolo in sasso sul lato esterno.
Sopralluogo cava Rigo – Abisso Tripitaka T/LU 1024, loc. Le Gobbie, Seravezza (LU)
In data 25 novembre 2023 alcuni volontari della Federazione, con i Guardiaparco del Parco delle Apuane e i Carabinieri della Forestale, hanno eseguito un sopralluogo presso cava Rigo, loc. Le Gobbie – Seravezza (LU), per verificare se quanto prescritto dall’Ordinanza di sospensione e riduzione in pristino n. 2 del 19 gennaio 2023 fosse stato ottemperato dalla Calacata Arni srl e in dettaglio:
- rimozione del tamponamento in calcestruzzo e del tamponamento in detriti realizzato all’ingresso delle due cavità carsiche;
- asportazione di ogni materiale riversato all’interno delle cavità carsiche;
- ricostituzione dell’assetto morfologico ed idrogeologico delle cavità carsiche, antecedente alle opere di tombamento;
- esecuzione dei rilievi delle cavità carsiche;
- rimozione della marmettola presente all’interno dell’Abisso Tripitaka.
Per quanto riguarda la n. 1, è stato praticato sulla parete tamponata un foro, le cui dimensioni troppo piccole non hanno consentito di verificare ciò che si trova all’interno. Lo spessore della parete e il diametro del foro impedivano di orientare la sonda munita di telecamera nella direzione desiderata. Inoltre il foro è stato praticato nella parte superiore della tamponatura, mentre sarebbe opportuno praticarne altri anche nella parte centrale ed inferiore della stessa. La situazione ottimale sarebbe rappresentata in ogni caso da un varco che consentisse l’accesso ad uno speleologo.

Per quanto riguarda la n. 2, la cavità ostruita da detrito e già raggiunta durante il sopralluogo del 18 giugno 2022 non è stata liberata.


Da quanto fin qui evidenziato, emerge come neppure la prescrizione n. 3 ossia “ ricostituzione dell’assetto morfologico ed idrogeologico delle cavità carsiche, antecedente alle opere di tombamento”sia stata ottemperata. Di conseguenza né i cavatori attraverso propri incaricati, né gli speleologi durante il sopralluogo hanno potuto effettuare la prescrizione n. 4 “esecuzione dei rilievi delle cavità carsiche”.
Per quanto riguarda la prescrizione n. 5, i volontari FST hanno fatto accesso all’Abisso Tripitaka per verificare lo stato della vasca con accumulo di marmettola alla base del pozzo P52, denunciata nella nostra lettera Prot. n° 31-LT-2022-U del 27/12/2022. Anche in questo caso, come si vede dalla foto che segue, è stata riscontrata una situazione di stallo rispetto al passato.

Il Parco a seguito del sopralluogo, con sualettera del 30 novembre 2023 ha ribadito alladitta Calacata Arni srl quanto già stabilito nell’Ordinanza sopra richiamata, ricordandoche il perdurare della non ottemperanza delle prescrizioni impartite, costituisce il venir meno della compatibilità ambientale dell’intervento, accertata con il rilascio della pronuncia di compatibilità ambientale vigente, e si stabilisce pertanto che il termine perentorio per l’ottemperanza di dette prescrizioni è di 60 giorni dal ricevimento della presente, dopo di che saranno attivate le procedure sanzionatorie di cui all’art. 29 del Dlgs 152/2006.
Segnalazione inerente alla Grotta Punta degli Stretti, Monte Argentario (GR)
In occasione di un recente sopralluogo effettuato da speleologi della FST alla Grotta di Punta degli Stretti (250 T/GR), avvenuto il 14 maggio 2023 sono stati osservati due tubi di plastica nera provenienti ciascuno dalle due estremità della ex-galleria ferroviaria che interseca la grotta. I due tubi si immergevano entrambi nel primo grande lago della stessa.

Dalla disposizione dei tubi e dalla presenza di una pompa, nascosta in un piccolo sgabuzzino in muratura, si evince che si tratta di un prelievo di acqua dal lago della grotta. Dalla pompa parte quindi un altro tubo dalla destinazione ignota.

Doveroso è per la FST rimarcare come, oltre che creare un danno al bioma del lago e alla fauna della grotta, un utilizzo illecito ed incontrollato di queste acque, potrebbe portare anche a conseguenze preoccupanti per coloro che con queste entrino in contatto, data l’importante presenza di guano presente.
È bene ricordare che la grotta 250 T/GR ospita una ricca fauna ipogea, tanto che in una recente ricerca condotta dal Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze si mette in evidenza come questa grotta sia quella con il maggior grado di biodiversità animale conosciuta di tutta la Toscana (Agnelli & Vanni,com.pers.).
Purtroppo la grotta è da tempo caratterizzata da un forte disturbo antropico. A partire dalla realizzazione di una galleria ferroviaria, che ne attraversa ancora il suo tratto iniziale e che poi, una volta chiusa al traffico ferroviario, è stata illecitamente utilizzata per ospitare al suo interno alcune costruzioni ricettive, un bar, dei magazzini, ecc. Strutture abusive che poi sono state a loro volta abbandonate, lasciando, oltre ai ruderi di tale scempio, anche grandi quantità di rifiuti che continuano ad accumularsi negli anni.
Oggi la pressione antropica è davvero fuori controllo e basta digitare poche parole-chiave su Google, per rendersi conto di come la grotta sia continuamente violentata da persone senza la minima preparazione tecnica e culturale. Spesso la grotta viene sfruttata, specialmente nella stagione estiva, per organizzare gite a scopo di lucro che vedono decine e decine di turisti calpestare il suolo in ogni anfratto della cavità, illuminare ogni angolo, danneggiare le formazioni calcaree, dare disturbo alle colonie delle numerose specie di chirotteri presenti con ben 6 diverse specie (5 dei quali in All. II della Direttiva Habitat) e minare la straordinaria biodiversità di questo luogo, documentata con almeno 35 diverse specie di 17 diversi Ordini di invertebrati.
In seguito alla nostra segnalazione, Regione Toscana-Direzione Ambiente ed Energia-Settore Tutela della Natura e del Mare ha richiesto indagini ed informazioni sulle opere abusive di derivazione di acque pubbliche ed opere edilizie all’interno della Grotta al Gruppo Carabinieri di Grosseto.
Da un sopralluogo successivo alla Grotta, volontari della Federazione hanno verificato che i tubi e la pompa sono stati asportati, mentre permangono le opere edili abusive.
È intenzione della Commissione Ambiente e Scientifica di FST realizzare un progetto di monitoraggio all’interno della Grotta.
Progetto e finalità: a seguito della segnalazione del 9 giugno 2023 effettuata dalla FST nasce l’idea di indagare, auspicandosi una diminuzione della pressione antropica sul sito, gli effetti che questa diminuzione ha sul Lago del Granduca, il primo, e sulla biodiversità presente nella grotta.
Materiale e Metodi: si prevede di seguire i rilevamenti in 3 fasi
- 1 – conoscitiva (lo stato attuale):
-constatare gli andamenti del livello delle acque del Lago del Granduca (quello interessato dalla captazione illecita) tramite sensori ad ultrasuoni basati su Arduino;
-valutare la biodiversità allo stato attuale mediante boxplot o transetti ed analisi bibliografiche in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e il CNR Firenze;
-stima dell’afflusso antropico alla grotta tramite o fototrappole opportunamente modificate per non ledere la privacy delle persone e/o sensori ad infrarossi per il conteggio dei passaggi;
- 2 – monitoraggio (post interventi delle autorità):
-replica delle attività previste nella fase conoscitiva ad intervalli stagionali. Durata minima 1 anno;
-comparazione con i risultati della fase conoscitiva;
-valutazione dell’efficacia degli interventi posti in essere. 3 – predittiva e divulgativa:
-tramite i risultati delle due fasi precedenti per elaborazione di un modello predittivo riguardo lo
sviluppo della biodiversità;
-realizzazione di pannelli informativi e/o eventi legati alla divulgazione sul tema della biodiversità ipogea;
-presa contatti con le vari associazioni operanti in loco per sensibilizzarle sui temi di conservazione ambientale e fornire loro materiali e metodi atti ad uno sfruttamento più sensibile e meno rischioso della grotta in oggetto.
Collaborazioni: il progetto in questione è stato già diffuso a livello regionale tramite i canali della Commissione Scientifica rendendolo a tutti gli effetti aperto ad ogni gruppo che lo abbia ricevuto.
Abbiamo inoltre la fortuna di poter contare sulla collaborazione di eminenti studiosi come il Professor Fabrizio Serena ed il Professor Paolo Agnelli i cui profili pubblici parlano da soli. Abbiamo in attivo una vivace collaborazione con l’Università di Pisa e con quella di Firenze nonché con alcuni membri del CNR di Firenze.
La Commissione ambiente della FST aps
