Gen 232015
 
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La Commissione Scientifica da febbraio 2014 ha avviato una collaborazione della durata di due anni con la Grotta del Vento s.r.l. (gestori della grotta turistica). L’accordo è finalizzato allo studio della idrodinamica del sistema carsico del gruppo delle Panie, di cui la Grotta del Vento fa parte.
La presenza della grotta attrezzata per le visite turistiche permette sia un agevole monitoraggio in continuo di parametri chimico-fisici dei corsi d’acqua interni che uno studio idrologico delle vie d’acqua secondarie, cioè quelle che si trovano in zona insatura e sono alimentate direttamente dall’infiltrazione.
 
INQUADRAMENTO GEOGRAFICO
Nel gruppo delle Panie (Pania della Croce, Pania Secca e Pizzo delle Saette), sono ben evidenti gli effetti del carsismo sia superficiale che sotterraneo. Il versante nord del massiccio roccioso è caratterizzato da una zona di carso nudo in cui il carsismo, influenzato dalle particolarità lito-strutturali, porta al diretto assorbimento delle acque superficiali, le quali scompaiono nel sottosuolo attraverso le fessure presenti nella roccia, impedendo così la presenza di un’idrografia superficiale. Le caratteristiche peculiari di questa zona sono ben evidenti sull’altopiano della Vetricia, dove lunghi crepacci si incrociano lasciando blocchi calcarei squadrati e isolati tra loro (campi solcati). Inoltre su questo versante si aprono ingressi di cavità che hanno una morfologia prevalentemente verticale, a pozzo, e tra questi si possono ricordare i più profondi, come l’Abisso Revel (numero di catasto T/LU 102) con un dislivello di 300 m, l’Abisso del Giglio (T/LU 1073) che raggiunge i 281 m o l’Abisso Specchio Magico (T/LU 1283) che con una sequenza di pozzi guadagna un dislivello di 420 m.
La cresta calcarea dell’Uomo Morto che unisce la Pania della Croce con la Pania Secca, rappresenta lo spartiacque topografico e nei ripidi versanti a sud si può ritrovare un’idrografia superficiale confermata dalla presenza del Canale Porretta e del Canalone del Trimpello. In particolare in quest’ultimo, a quota 642 m s.l.m., si trova l’ingresso turistico della Grotta del Trimpello (T/LU 19), meglio conosciuta come Grotta del Vento. Questa cavità presenta il maggiore sviluppo spaziale (circa 4600 m) delle grotte del massiccio ed è caratterizzata sia dall’arrivo di acque d’infiltrazione proveniente dai pendii al di sopra dell’ingresso sia da un modesto corso d’acqua sotterraneo di cui si ignora il punto di emergenza.
 
STRUMENTI E METODI DI RICERCA
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Il progetto si è avviato con l’installazione di strumenti per il monitoraggio in continuo di alcuni parametri chimico-fisici delle acque che circolano nella grotta e delle sorgenti limitrofe. Gli strumenti attualmente installati all’interno della cavità sono:
– due drip counter (modello Stalagmate) posti sotto a stillicidio diretto, con il compito di registrare il numero di gocce che cadono su di essi;
– un pluviometro (modello Pluvimate) posto sotto ad uno stillicidio;
– una sonda multiparametrica (modello CTD Diver) che effettua misure di livello, temperatura e conducibilità dell’acqua;
– un barometro (modello Baro Diver) che ha lo scopo di misurare la pressione ambiente, consentendo così di compensare le misure rilevate dalla sonda inserita in acqua.
Una sonda analoga a quella posizionata nella grotta sarà posizionata, in sorgenti esterne alimentate da sistemi di circolazione idrica appartenenti al gruppo delle Panie.
 
In contemporanea viene portata avanti anche una ricerca delle varie delle forme di vita che popolano le acque. Per questo sono state posizionate sotto stillicidio diretto delle trappole per campionare organismi stigobi (in particolare crostacei della sottoclasse Copepoda) che potrebbero fornire importanti indicazioni sull’idrodinamicità del sistema. Il progetto prevede ripetuti campionamenti, mediante l’utilizzo di appositi retini, nelle vaschette alimentate da stillicidio, nei torrenti ipogei e nelle sorgenti esterne al sistema idrogeologico delle Panie.
 
CONCLUSIONI
Il progetto si pone l’obiettivo di fornire un primo contributo per la comprensione di uno dei sistemi idro-carsici del gruppo della Panie. I campionamenti preliminari ottenuti alla Grotta del Vento sono incoraggianti e testimoniano una ricchezza biologica degli acquiferi, sia a livello della zona vadosa che di quella satura, che è ancora tutta da studiare. Per quel che concerne l’idrogeologia del sistema siamo ancora in una fase di raccolta dei dati ed è necessario uno studio approfondito ed interdisciplinare del sistema carsico.
L’intenzione futura della Federazione Speleologica Toscana è quella di mantenere la collaborazione intrapresa con la Grotta del Vento s.r.l., cercando di ampliare il raggio di investigazione verso altri sistemi del massiccio, come ad esempio la Tana che Urla (T/LU 26) o la sorgente del Tinello.
 
Per maggiori info scientifica(at)speleotoscana.it
 

 

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